La lettera di accompagnamento, questa sconosciuta…

Che sia inviato via e-mail o per posta, il CV deve tassativamente essere accompagnato da una lettera motivazionale, o “cover letter”, come viene chiamata nel mondo anglosassone. Immaginate di essere un’azienda, e di ricevere un curriculum senza due righe di accompagnamento… probabilmente vi chiedereste anche voi: “E questo qui perché mi scrive? Ok, vorrà un colloquio… ma… è il modo di fare?”

Vediamo quindi come deve essere articolata una cover letter efficace, che risalti all’occhio del selezionatore e valorizzi il vostro CV.

Destinatario
La lettera va inviata ad un destinatario preciso. Se la inviate via posta, l’ideale sarebbe indicare il nome del responsabile con il suo esatto titolo (es. Ing. Rossi, Dott.ssa Verdi, Sig. Bianchi), sulla riga successiva la qualifica (es. Responsabile HR, Responsabile Selezione del Personale), e sulla riga seguente il nome dell’azienda, seguito dall’indirizzo.
In caso non abbiate informazioni così precise, potete indicare come destinatario l’azienda, seguita dall’indirizzo, e sotto, saltando una riga, potete inserire una dicitura generica ma comunque appropriata come “C.A. Responsabile Risorse Umane”.
Se inviate un’e-mail, sarebbe meglio avere l’indirizzo dell’Ufficio Risorse Umane. In caso contrario, potete indicare nell’oggetto “C.A. Ufficio Risorse Umane – Invio CV”.

Oggetto
In caso di invio cartaceo, l’oggetto va sempre indicato in grassetto, in modo da facilitare la lettura al destinatario. Può essere “Risposta all’annuncio (inserire il riferimento)” o “Autocandidatura in qualità di (specificare l’occupazione desiderata o l’area d’interesse)”, oppure ancora “Proposta di collaborazione”, se vi proponete come consulenti free-lance.

Presentazione professionale
Inutile dire che questo paragrafo non deve trasformarsi in una parafrasi del CV: vi permette però di spiegare le scelte che avete fatto nella sua redazione.
Se, per esempio, avete dovuto potarlo di molto per evitare che diventasse chilometrico, potrebbero essersi creati dei buchi temporali: il rischio è che l’azienda pensi che siete stati mesi (o anni) con le mani in mano. Potrete quindi spiegare che avete voluto evidenziare solo gli elementi più in linea con la posizione per vi candidate, oppure che avete indicato sono solo le vostre esperienze più recenti.
Viceversa, se riuscite ad elencare tutte le vostre esperienze lavorative e formative in 2-3 pagine, ma queste sono molto varie, enucleate nella lettera quelle che potrebbero interessare maggiormente all’azienda.

Presentazione personale
In questo paragrafo dovete convincere che siete “la persona giusta al posto giusto”: questo non è dato solo dalle vostre esperienze lavorative, ma anche dalle vostre aspirazioni e dalla vostra motivazione a lavorare per l’azienda in questione, dall’aderenza alla sua mission e alla sua vision.

Disponibilità oraria e sul territorio
Indicate le vostre disponibilità, ma specificate comunque che, nonostante le preferenze, non vi precludete a priori altre soluzioni. Se verrete chiamati per un colloquio, avrete modo di parlare anche di questi dettagli, ma se vi dimostrate troppo poco flessibili, al colloquio potreste non arrivare.

Saluti
Per congedarvi, evitate frasi altisonanti e retoriche come “Devoti ossequi” o “Con viva stima”. Una formula vincente può essere: “In attesa di un gentile riscontro, porgo cordiali/distinti saluti”.

Allegati
In calce alla lettera indicate gli allegati: chiaramente il CV, e, solo se sono esplicitamente richiesti, certificati e attestati vari (in genere le aziende non amano ricevere tanta carta: un certificato di laurea con tutti gli esami sostenuti, per esempio, occupa solo molto spazio in archivio, e probabilmente non lo leggerebbero).

Per finire, alcune regole d’oro:

  1. Ancora una volta, brevità. Il contenuto deve essere estremamente chiaro e sintetico. Mai superare la mezza pagina.
  2. La formattazione deve riprendere quella del vostro CV (stesso carattere, stessa impaginazione…) o il selezionatore potrebbe pensare che uno dei due documenti l’avete “standardizzato”, e lo inviate, identico, a decine di altre realtà.
  3. Non usate un tono troppo formale e burocratico, del tipo: “Il sottoscritto Mario Rossi, nato a… residente a…, chiede alla S.V. di poter ottenere un colloquio conoscitivo al fine di…”. Cercate di essere più personali: il vostro scopo è appunto distinguervi dal mucchio. Ovviamente, fate attenzione a non cadere nell’eccessiva informalità.
  4. Evitate frasi adulatorie, del tipo: “Il mio più grande sogno è sempre stato quello di lavorare nella Vostra Azienda, fin da quando ero bambino”.
  5. Evitate, proprio come nel CV, di mentire su competenze che in realtà non possedete solo perché pensate che possano interessare.
  6. Non indicate assolutamente pretese economiche e/o in termini di carriera.

Se avrete fatto centro… potreste venire contattati dall’azienda! Siete pronti per il colloquio? Tornerò presto con qualche suggerimento in merito!

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One thought on “La lettera di accompagnamento, questa sconosciuta…

  1. E’ senz’altro un’utilissima guida, teoria della pratica, per costruire il CV efficace.
    Grazie, Ferruccio Solari

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