Il Curriculum Vitae: Come scriverlo?

Si dice spesso che “cercare un lavoro è un lavoro”, e – aggiungerei – è un duro lavoro, che inizia proprio con la preparazione del Curriculum Vitae.
Bisognerebbe dedicarvi diverse ore, perché “non c’è mai una seconda occasione di fare una prima impressione”, e sapete quanto tempo dedicano mediamente i selezionatori per dare ai CV un primo sguardo, in base al quale effettuano già una prima scrematura? Tra i 10 e i 20 secondi! Al vostro CV state quindi affidando un compito importante: quello di convincere un selezionatore a telefonarvi per fissare un colloquio.

Quattro sono le parole chiave da tenere a mente mentre preparate il vostro CV: brevità, leggibilità, professionalità, personalizzazione. Dovrete raggiungere un delicato equilibrio tra questi aspetti, che sono tutti ugualmente importanti. Continua a leggere Il Curriculum Vitae: Come scriverlo?

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Natale & Co: Istruzioni per l’uso

Come ogni anno, puntuali, i media hanno iniziato a parlare della cosiddetta “Sindrome Natalizia”, che parrebbe caratterizzata da disagio psicologico, forte aumento dello stress, talvolta anche da disturbi gastrointestinali e psicosomatici.

Tralasciando il discorso sull’abuso della parola “sindrome”, che lascerebbe presagire una vera e propria malattia, vediamo quali problemi possono effettivamente sorgere in questo periodo, e cerchiamo qualche strategia per affrontarli al meglio.

IL TRAFFICO

Il traffico delle settimane precedenti al Natale è tale da far perdere la pazienza a Giobbe. Guidare diventa veramente snervante: i tempi per qualsiasi spostamento si allungano di molto, e la ricerca di un parcheggio si trasforma in un’impresa epica, specialmente nelle zone dedicate allo shopping (centro città, centri commerciali).

Contro questo “nemico” c’è poco da fare. Conviene evitare di prendere l’auto e cercare di utilizzare il più possibile i mezzi pubblici, che in genere nelle grandi città in occasione delle festività sono potenziati.

Se invece se vi serve l’auto per lavoro o la vostra zona non è ben servita dai mezzi, non resta che “prenderla con filosofia”. In fondo, pensateci: arrabbiarvi non cambierà certo la situazione del traffico, farà solo del male a voi stessi: irritabilità, malumore e tensioni muscolari vi faranno arrivare in ufficio già stanchi, o al centro commerciale arrabbiati e per nulla predisposti a cercare regali. Uscite di casa un po’ prima e datevi come obiettivo quello di vivere le ore che passate in auto in modo che non vi sembrino tempo perso. Per esempio, recuperate un vecchio CD che non sentite da un po’ e mettetelo nell’autoradio. È un modo per dedicare del tempo a voi stessi, e vi farà sentire bene.

I REGALI

Sotto Natale l’affollamento di negozi e mercatini rionali è tale che spesso difficilmente riusciamo a vedere i prodotti esposti. Noi abbiamo poco tempo, dobbiamo assolutamente portare a termine un certo numero di acquisti entro la vigilia, fuori fa un freddo polare e nei negozi il riscaldamento è sempre troppo caldo, mentre nei centri commerciali l’inquinamento acustico raggiunge livelli molto fastidiosi.

Per evitare queste situazioni, l’unica soluzione è organizzarsi per tempo, evitando se possibile il 24 dicembre. È inutile anche rincorrere tutti i regali in un solo pomeriggio: si disperdono energie e si rischia di acquistare per la fretta qualcosa che non ci convince davvero. Una valida alternativa, se avete le già idee chiare, sono i negozi online. Ovviamente verificate l’attendibilità del sito e se vi fa sentire più tranquilli usate una carta prepagata.

Per quanto riguarda l’amletico dubbio “cosa regalo?” talvolta basta ascoltare: al di là di chi dà suggerimenti più o meno espliciti, tutti parliamo dei nostri interessi e dei nostri desideri. Affinando le proprie capacità d’ascolto durante tutto l’arco dell’anno, per esempio, alcuni uomini che spendono cifre anche importanti per regalare gioielli, convinti che “i diamanti siano i migliori amici delle donne”, potrebbero scoprire che per le loro compagne il dono più bello sarebbe trascorrere un po’ di tempo insieme, magari facendo un viaggetto.

C’è anche un’altra ragione, però, che può trasformare il rito dei regali in uno stress. Vogliamo veramente farli o ci sentiamo obbligati? Qui è essenziale cercare di capire chi veramente ci sta a cuore e che tipo di dono vogliamo fare, senza sentirci costretti a dimostrare nulla.

LE RIMPATRIATE IN FAMIGLIA

Il Natale è spesso sinonimo di grandi tavolate che riuniscono più generazioni. Alcuni adorano questa situazione, mentre altri non la sopportano: visite obbligate, sorrisi di circostanza, generosità forzata.

Ricordate comunque che la famiglia perfetta non esiste: piccoli momenti di tensione, quando si passa tanto tempo insieme, sono normali. Possono riaffiorare invidie, gelosie, ricordi legati a separazioni e abbandoni. E difficilmente le dinamiche familiari che causano queste tensioni si possono modificare proprio durante le festività. Quindi, anche qui, non resta che “prenderla con filosofia”. Certo, non dovete abbassare la testa e mandar giù ogni scorrettezza e ogni battutina fuori luogo, ma potete far notare con garbo e tranquillità cosa non vi va, rimandando le discussioni a dopo le feste. Certo, sia la diplomazia sia la capacità di portare avanti una discussione che sia costruttiva e non solo puramente aggressiva sono doti che vanno affinate: potrebbero essere i vostri buoni propositi per l’anno nuovo!

Un consiglio per le donne: se ospitate tutti i parenti a casa vostra, evitate di strafare. È chiaro che vogliate fare bella figura, ma non passate l’intera serata ai fornelli. Piuttosto, dedicate i giorni precedenti all’“invasione” a studiare il menu: piatti semplici che possono essere facilmente riscaldati senza perdere sapore, oppure i classici “lo metto in forno e me lo dimentico”. Altrimenti rischierete di organizzare una serata impeccabile, che però non vi godrete affatto. E se la suocera è sempre pronta alla critica e al paragone con se stessa? Vedere sopra: cercate di essere diplomatiche e di affrontare queste questioni una volta per tutte dopo le feste. Spesso, dietro a una suocera che interferisce nella gestione della casa del figlio sposato, c’è una nuora che non sa essere assertiva, ossia che non sa proporre in maniera convincente il proprio punto di vista, magari perché lei stessa per prima non crede di poter affermare i propri diritti senza offendere gli altri.

SOLITUDINE

Ci sono persone che soffrono di depressione. E anche per loro arriva il Natale.
Inoltre, ci sono persone che si sentono semplicemente tristi: talvolta capita, ed è normale, anche se il nostro modello culturale ci vuole sempre in forma, curati, dinamici, ottimisti, e quasi esclude la possibilità di provare tristezza, soprattutto a Natale.
In un periodo dell’anno in cui si vede tanta gioia per le strade, queste persone possono sentirsi ancora più diverse, più isolate.

Se siete in questa situazione, cercate di vivere la solitudine come un’opportunità di riflessione: chi vi garantisce che tutta la gioia che vedete in giro sia autentica? Magari chi corre freneticamente da un negozio all’altro, chi passa giornate intere a studiare menu e a cucinare, o è sballottato tra un pranzo coi colleghi e uno coi parenti, in realtà si sente anche lui stressato, triste, e magari un po’ solo, “condannato” ad apparire felice. Per sentirsi soli infatti non è necessario esserlo realmente. Si può essere circondati da persone senza tuttavia sentirsi compresi, accettati, capiti.

Potreste parlare di questo malessere con una persona di fiducia, e chiederle di trascorrere con voi un Natale diverso dal solito, senza la gabbia delle convenzioni sociali: per esempio, perché non mangiare un panino in un fast-food e poi andare al cinema, o al bowling, se è questo che vi fa piacere?

NON DIMENTICHIAMO IL NOSTRO CORPO

Il detto recita “non si ingrassa tra Natale e Capodanno, ma tra Capodanno e Natale”: vale a dire che non sarà certo una settimana di stravizi a rovinare la nostra linea, bensì il comportamento alimentare abituale che abbiamo nel corso dell’anno. Ciò è senza dubbio vero, ma bisogna comunque prestare attenzione a non esagerare.

Per esempio, nei momenti di nervosismo c’è chi tende a buttarsi sul cibo. Cercate di osservare il vostro comportamento e di capire se veramente avete fame o se vi siete attaccati al buffet per sfuggire al clima che si sta creando in casa. In questo caso, provate a trovate una soluzione alternativa. Per esempio, proponete un gioco di società che stemperi le tensioni.

Infine ricordate: se decidete di concedervi qualche “peccato di gola”, “peccate con gioia”! Non c’è nulla di peggio che provare un senso di colpa per quanto si è mangiato.

Sperando di avervi dato qualche utile spunto per riflettere, auguro a tutti, sinceramente e di tutto cuore, serene festività.

 

(Photo via Daily Mail)

Il Curriculum Vitae: Cosa scrivere?

La stesura del CV è un momento delicato: la prima volta ci si può sentire spaesati, senza avere idea di quali informazioni sia necessario inserire; dopo decine di invii, invece, il rischio è quello di stancarsi e di iniziare ad utilizzare sempre lo stesso documento, senza personalizzarlo. È invece necessario ricordare che il CV si invia sempre a qualcuno, e ci si deve sforzare di mettersi nei panni di chi lo leggerà. Cosa attirerà la sua attenzione? Cosa lo colpirà favorevolmente?

Inoltre – forse inutile a dirsi? Meglio specificarlo lo stesso! – è assolutamente controproducente mentire! Se per esempio l’annuncio a cui rispondete richiede un’“ottima conoscenza della lingua inglese”, un  motivo ci sarà. Potreste per esempio rischiare di trovarvi ad un colloquio tenuto in inglese, per il quale non basterà sapere che “the pen is on the table”…

Dopo queste indicazioni preliminari, vediamo ora, sezione per sezione, le informazioni essenziali da inserire.

DATI ANAGRAFICI E RECAPITI

Questa sezione è ovviamente obbligatoria. I dati da elencare sono:

  • Nome e Cognome
  • Luogo e data di nascita
  • Nazionalità
  • Codice Fiscale
  • Residenza (completa di CAP)
  • Domicilio (solo se diverso dalla residenza)
  • Telefono (meglio il cellulare)
  • E-mail (utilizzate un indirizzo “serio”: per capirci, meglio mario.rossi@*****.it che non trottolinoamoroso@*****.it. Se ancora non possedete un indirizzo “serio”, createlo: si impiegano pochi secondi, non costa nulla e si evitano un sacco di brutte figure!)

ISTRUZIONE E FORMAZIONE

In questa sezione occorre indicare i titoli di studio conseguiti e i corsi di formazione frequentati, iniziando dal più recente. Se avete una laurea, però, non risalite fino alla licenza elementare!

Per ogni punto indicate:

  • Anno
  • Titolo conseguito (alcuni esempi: Licenza Media, Attestato di frequenza/Attestato di frequenza con profitto al corso di Formazione al Lavoro “Aiutante Servizi all’Impresa”, Qualifica Professionale di Estetista, Diploma di Liceo Scientifico, Laurea in Lingue e Letterature Straniere, etc)
  • Votazione (quando non è esplicitamente richiesta, inseritela solo se è elevata)
  • Nome e indirizzo (la città può bastare) dell’Istituto che ha rilasciato il titolo

Si possono indicare anche il titolo della tesi di laurea e/o della tesina di maturità se si ritiene che possano essere interessanti per la realtà cui si invia il CV.

ESPERIENZE PROFESSIONALI

Anche le esperienze lavorative vanno indicate iniziando dalla più recente.

Per ogni esperienza indicate:

  • Durata
  • Azienda
  • Settore
  • La vostra posizione (es. Responsabile Ufficio Vendite)
  • Le vostre mansioni (ossia l’insieme dei vostri specifici compiti/attività/responsabilità)

A meno che non sia esplicitamente richiesto, non è necessario indicare l’inquadramento contrattuale (es. contratto a tempo determinato part time, collaborazione occasionale, etc).

In questa sezione potete elencare anche tirocini e stage, eventualmente specificando se curricolari (ossia inclusi in un percorso di studi) o extracurricolari. Ciò, ovviamente, è particolarmente importante per chi è alla ricerca del primo impiego.

LINGUE STRANIERE

Iniziate indicando la vostra madrelingua.

Indicate poi le lingue che conoscete, specificando per ciascuna il vostro livello di scrittura, lettura, produzione orale e comprensione orale.

Elencate anche eventuali viaggi di studio (evitate frasi del tipo: “ogni anno vado due settimane in vacanza in Spagna”) e/o attestati per corsi seguiti in Italia e all’estero.

Affermare che si conosce una lingua “a livello scolastico” nella realtà spesso equivale a non conoscerla. Prima di inserirla, quindi, occorre valutare se realmente ci si sente di poter utilizzare quella lingua nell’ambito del lavoro per cui ci si candida: per esempio, vi troverete a leggere semplici prestampati, o dovrete intrattenere rapporti telefonici con clienti stranieri?

CONOSCENZE INFORMATICHE

In questa sezione più che mai occorre essere precisi, per far capire che si padroneggia realmente l’argomento. Se per esempio sapete usare Excel, ma non sapete se è un programma o un sistema operativo, a quale suite appartiene, qual è la versione che utilizzate quotidianamente… prima di scrivere questa sezione del CV fate un ripassino! Wikipedia, per esempio, può aiutarvi a sistematizzare la vostre conoscenze.

Le competenze informatiche possono essere suddivise in sezioni:

  • Sistemi operativi: indicate sempre la/e versione/i (anche qui, come per i titoli di studio, non occorre risalire a Windows 3.1!) e il livello di conoscenza
  • Linguaggi di programmazione (solo se conosciuti)
  • Pacchetto Microsoft Office e/o OpenOffice: oltre all’edizione del pacchetto, specificate quali applicativi conoscete e a quale livello li utilizzate
  • Programmi: anche qui indicate versione e livello di conoscenza.
  • Internet e posta elettronica: contrariamente a quanto si pensa, non tutti sanno cercare efficacemente informazioni in internet, quindi è importante indicare anche questo tipo di competenze. Non dimenticate poi di dire se avete un sito, un blog, se siete attivi sui social network.

Ricordate che il destinatario del CV potrà farsi un’idea precisa di come utilizzate Word/Writer anche in base alla forma grafica del documento… fate attenzione!

COMPETENZE TRASVERSALI

Chi ha già provato a compilare un CV Europass sa che vi sono voci come “Capacità e competenze sociali” e “Capacità e competenze organizzative”. In un CV redatto senza un format prestabilito, queste voci si possono accomunare in un unico paragrafo, perché si tratta in entrambi i casi di competenze trasversali, ossia di competenze che sono utili in ogni ambiente di lavoro, a prescindere da dove sono state acquisite.

Alcuni esempi possono essere: attitudine al lavoro in gruppo, capacità d’ascolto, capacità di lavoro in autonomia, flessibilità, capacità di gestione del tempo, capacità di coordinare progetti.

L’essenziale è specificare grazie a quale esperienza avete acquisito ciascuna competenza (lavoro, attività sportiva, vita associativa…). È molto facile correre il rischio di fare una lista di belle qualità solo perché si sa che vengono ricercate. Questo paragrafo invece può essere una bella occasione per dimostrare di avere una reale consapevolezza dei propri punti di forza: riflettete prima di scrivere!

INTERESSI/HOBBY/SPORT

Questa sezione è importante per dare un’idea a tutto tondo della vostra persona, e far capire che non siete votati unicamente al lavoro.

Per chi si è laureato fuori corso o è alla ricerca del primo impiego, inoltre, questa sezione è utile per far capire al selezionatore che non si è stati “con le mani in mano”: ci si è dedicati ad attività non lavorative attraverso le quali si sono tratti insegnamenti di vita, o si sono acquisite determinate competenze.

Potete elencare i viaggi che avete fatto, cercando di far capire con poche parole cosa vi hanno lasciato, gli sport praticati, le letture preferite, le attività di volontariato…

PER FINIRE

Ricordate che in Italia è assolutamente necessario, affinché le aziende possano archiviare il vostro CV, inserire la dicitura “Autorizzo al trattamento dei dati personali ai sensi del D.L. 196/03 e s.m.”, datare il documento e firmarlo: altrimenti, il destinatario sarà costretto a cestinarlo.

Infine, rileggete attentamente il vostro CV, controllando di non aver fatto errori d’ortografia o di battitura. Fatelo poi rileggere a una terza persona, per assicurarvi che il suo contenuto sia chiaro e facile da capire.

Questo per quanto attiene ai contenuti del CV. Presto tornerò a darvi qualche dritta anche sulla forma!

 

(Photo by Tumisu on Pixabay)

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