Training Autogeno

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La vita al giorno d’oggi è ormai per tutti frenetica, veloce, stressante. Fermarci, riposarci, disconnetterci dai mille stimoli che ci circondano per riconnetterci con noi stessi, sono visti quasi come lussi difficili da permettersi.

Il training autogeno è una tecnica di rilassamento basata sulla correlazione tra mente e corpo, che interviene su:

– qualità del riposo, recupero delle energie e autoregolazione delle funzioni corporee;
– gestione dello stress, ansia, dolore somatico e disturbi psicosomatici;
– livello di concentrazione a scuola, sul lavoro, nello sport e in tutte le discipline artistiche performative.

Formule
Corso di gruppo (minimo 5, massimo 8 partecipanti): 10 incontri da 75 minuti
– vedi corsi in partenza –

Formula semi-intensiva di gruppo: 3 sabati mattina, dalle 10 alle 13
– vedi corsi in partenza –

Formula giornata-seminario di gruppo: domenica, dalle 10 alle 18
– vedi seminari in partenza –

Corso di gruppo al Castello di Sale: al beneficio del Training Autogeno di unisce quello dell’halotrattamento: 8 incontri da 50 minuti
– vedi corsi in partenza –

Corso individuale: 10 incontri da 45 minuti
– i corsi individuali partono in ogni momento dell’anno, contattatemi –

Siete curiosi di saperne di più? Ecco qualche cenno storico:
Il Training Autogeno fu ideato negli Anni Trenta da I.H. Schultz, medico internista, dermatologo, neurologo e studioso della nascente medicina psicosomatica. Sempre più interessato al rapporto mente-corpo, egli iniziò a studiare l’ipnosi, e rilevò che alcuni pazienti riuscivano ad autoipnotizzarsi, ossia ad autoindursi uno stato di calma. La constatazione che alcuni soggetti sono capaci di darsi delle direttive dall’interno, annullando la dipendenza dall’ipnotista, condussero Shultz a porre le basi per l’elaborazione di una tecnica che rende il paziente autonomo.
Schultz incontrò anche Freud. Quando parlò del Training Autogeno al padre della psicoanalisi, Freud gli chiese: “Lei davvero non crede di essere in grado di guarire?” e Schultz rispose: “Assolutamente no; però, come fa il giardiniere, posso togliere gli impedimenti alla crescita personale.” “Allora ci capiremo”, disse Freud (Ellenberger, 1976, p. 530).
L’obiettivo di Schultz non è infatti quello di curare una specifica patologia, ma di aiutare lo sviluppo personale attraverso il raggiungimento di uno stato di autoconsapevolezza, attraverso la focalizzazione dell’attenzione sul qui e ora, sganciandosi da un passato che tormenta e da un futuro che preoccupa.

Per informazioni e iscrizioni:
Federica Festa: 340.5964951

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