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#RestiamoACasa | Episodio 6 | "Andiamo" per musei

Avevate prenotato le vacanze per questa primavera?

Ovviamente in questo momento non ci possiamo più spostare per turismo, e alla preoccupazione per la situazione sanitaria si aggiunge il danno economico. Voli e treni sono stati quasi completamente cancellati, nei migliori dei casi già rimborsati, ma alcuni di noi stanno ancora cercando di districarsi tra siti e agenzie per avere informazioni in merito.

Anche musei e mostre ovviamente sono chiusi.

Ma nel frattempo… sempre nell’ottica di fare qualcosa di piacevole e costruttivo nel tempo che ci ritroviamo a dover passare a casa, perché non sognare grazie a internet? Qui trovate 10 musei da visitare stando a casa, tour virtuali e collezioni online… fantasticando e pregustandoci il prossimo viaggio!

  1. Galleria degli Uffizi – Firenze
  2. Musei Vaticani – Roma
  3. Pinacoteca di Brera – Milano
  4. Museo Archeologico – Atene
  5. Prado – Madrid
  6. Louvre – Parigi
  7. British Museum – Londra
  8. Ermitage – San Pietroburgo
  9. National Gallery of Art – Washington
  10. Metropolitan Museum – New York

(Image by dvorianova from Pixabay)

#RestiamoACasa | Episodio 1 | L’importanza di organizzare il proprio tempo

È un po’ che non scrivo. Come quella di tutti, anche la mia vita ha subito un drastico cambiamento, e ho dovuto velocemente riorganizzarmi.

Lunedì prossimo sarebbe dovuta iniziare la Settimana del Cervello, io avevo previsto tanti eventi nelle scuole e uno anche presso il mio studio. Coordinandoci con gli organizzatori, l’abbiamo spostata a fine maggio, nella speranza che per allora si possano tranquillamente proporre eventi di questo tipo. Come si suol dire, si naviga a vista.

La mia attività di didattica all’Università è momentaneamente sospesa: io conduco laboratori sulle competenze relazionali per le professioni d’aiuto. Sono attività molto pratiche, difficili da fare in teledidattica. Stiamo cercando di coordinarci con i colleghi, nell’impossibilità di riunirci di persona.

E infine anche nel mio studio privato ho dovuto prendere una serie di decisioni: inizialmente mi sono attrezzata per continuare a svolgere la mia professione nel rigoroso rispetto delle misure igienico-preventive del Ministero della Salute, e contemporaneamente ho potenziato il servizio di consulenza a distanza mediante videochiamata. La situazione come saprete evolve molto rapidamente, e così oggi ho deciso di chiudere temporaneamente: i colloqui in presenza sono sospesi fino a data da destinarsi, mentre è sempre attivo il servizio di consulenza a distanza mediante videochiamata.

In questo clima di costante incertezza, nel quale sono immerse tutte le persone con cui sto parlando, mantenere una certa regolarità nelle proprie giornate è molto importante. Stare a “marcire” sul divano inizialmente può sembrare allettante, ma sul lungo periodo va assolutamente evitato.

Restare il più possibile a casa, dal punto di vista sanitario, è certamente e senza alcun dubbio la cosa migliore da fare, ma i rischi di questa situazione, dal punto di vista psicologico, ci sono.

Fondamentalmente si possono raggruppare in 3 categorie:

  • Ansia. I notiziari non fanno che parlare del coronavirus. Tenersi informati è importante, ma bisogna evitare di preoccuparsi più del dovuto, limitando il tempo passato a ricercare informazioni. Il rischio è quello di alimentare a dismisura l’ansia, e ciò, in una persona che già ne soffre, può portare anche a forti attacchi di panico. Inoltre, si rischia di finire preda di fake news, che girano in questo periodo soprattutto sotto forma di allarmanti catene WhatsApp.
  • Depressione. Stare in casa senza stimoli intristisce tutti, immaginate chi soffre o ha sofferto in passato di una vera e propria patologia depressiva. Questo è vero soprattutto per chi vive da solo. Basti pensare che la parola isolamento ci richiama immediatamente il carcere.
  • Peggioramento di dinamiche familiari disfunzionali. In Cina, dopo la fine della quarantena, c’è stato un boom di divorzi. La notizia circolava a volte accompagnata da battute, come se fosse una barzelletta, ma ci dovrebbe far riflettere. Quando in famiglia le cose non vanno, la convivenza forzata si può trasformare in una bomba a orologeria. Pensiamo anche a situazioni in cui c’è una persona non autosufficiente, e il caregiver non può staccare mai, o un bambino iperattivo, e la famiglia ha serie difficoltà a gestirlo.

Per questo ho pensato di condividere con voi una piccola riflessione ogni giorno, uno spunto per gestire al meglio le vostre giornate. So che ciascuno sta vivendo la situazione a modo proprio: c’è chi andava a scuola e ora si ritrova a seguire le lezioni da casa, chi già faceva smartworking, chi è stato catapultato nel mondo del telelavoro senza che l’azienda fosse realmente preparata, chi si ritrova all’improvviso i figli a casa, chi era (o si è ritrovato) senza lavoro, i liberi professionisti e gli imprenditori.

Cercherò di non dimenticare nessuna categoria, e di dare a ciascuno qualche piccolo strumento per sentirsi nuovamente padrone del proprio tempo.

Pronti? Si parte domani! Nel frattempo, ricordate:

(Photo by Jon Tyson on Unsplash)

Natale & Feste: Istruzioni per l’uso

Anche quest’anno, come ogni anno, mentre noi facciamo il conto alla rovescia per l’inizio delle ferie, pensiamo agli ultimi regali e organizziamo le cene per scambiarci gli auguri con amici e colleghi, i media hanno ricominciato a parlare di “Sindrome Natalizia”.

Vorreste sapere che cos’è e come si combatte? Beh, iniziamo a dire che…

LA SINDROME NATALIZIA NON ESISTE

L’abuso della parola continua, ma ribadiamolo: non stiamo parlando di una patologia, bensì di un insieme di disturbi (ansia, problemi gastrointestinali e psicosomatici) che tendono a presentarsi normalmente nelle occasioni di stress, e spesso le Feste sono proprio un’occasione di stress.

Cerchiamo quindi di vedere le cause di stress più comuni in questo periodo per prepararci ad affrontarle al meglio!

IL TRAFFICO

Nonostante l’avvento dell’e-commerce, che ha eliminato molti lunghi giri nei centri commerciali alla ricerca del dono perfetto, qualcuno deve pur consegnarceli, i pacchi che ordiniamo, e quindi il traffico nelle strade non è certo diminuito, come ho raccontato in un recente post sul Black Friday.

Se ci troviamo congestionati nel traffico, “prenderla con filosofia” è sempre la soluzione. Mettiamoci il cuore in pace: in questo periodo il tempo per i nostri abituali spostamenti aumenterà, e anche quello per trovare parcheggio. Usciamo di casa prima e cerchiamo di non arrabbiarci: la rabbia non cambierebbe certo la situazione del traffico, farebbe solo del male a noi stessi: irritabilità, malumore e tensioni muscolari ci farebbero arrivare in ufficio già stanchi, o al centro commerciale arrabbiati e per nulla predisposti a cercare regali.

I REGALI

La ricerca del dono perfetto rischia di diventare un vero e proprio tormento. I negozi sono sempre affollatissimi, noi abbiamo poco tempo, dobbiamo assolutamente portare a termine un certo numero di acquisti entro la vigilia, fuori fa un freddo polare e nei negozi fa sempre troppo caldo, nei centri commerciali il rumore è insopportabile… Ma… il dono non dovrebbe essere un’occasione di gioia?

Anche se l’e-commerce ha ridimensionato questo scenario apocalittico, vorrei offrirvi un’idea per un regalo diverso dal solito, che sicuramente ci richiederà meno stress e sarà più apprezzato. Regaliamo del tempo da trascorrere con noi. È un qualcosa che va ancora oltre il regalare un’esperienza – concerto, cena o viaggio che sia. Si tratta di prendersi il tempo per vivere quell’esperienza insieme. In un’epoca in cui tutti abbiamo troppo di tutto, prenderci del tempo per fermarci e passare una serata insieme a un amico, facendo qualcosa che magari normalmente non ci permetteremmo, nel senso che ci sembrerebbe un lusso passare quel tempo a non lavorare né in ufficio né in casa, può essere un atto rivoluzionario. Un dono per l’altro e anche per noi.

C’è anche un’altra ragione, però, che può trasformare il rito dei regali in uno stress. Vogliamo veramente farli o ci sentiamo obbligati? È essenziale cercare di capire chi veramente ci sta a cuore e che tipo di dono vogliamo fare, senza sentirci costretti a dimostrare nulla, senza temere il giudizio altrui. Difficile? Migliorare questo lato di noi può essere il nostro buon proposito per l’anno nuovo! Iniziamo a inserirlo nella nostra to-be list

LE RIMPATRIATE IN FAMIGLIA

Il Natale è spesso sinonimo di grandi tavolate che riuniscono più generazioni. Alcuni adorano questa situazione, mentre altri non la sopportano: visite obbligate, sorrisi di circostanza, generosità forzata.

Quindi, che fare? Innanzitutto ricordare che la famiglia perfetta non esiste: i momenti di tensione, quando si passa tanto tempo insieme, sono normali. Possono riaffiorare invidie, gelosie, ricordi legati al passato. E difficilmente le dinamiche familiari che causano queste tensioni si possono modificare proprio durante le festività. Quindi, anche qui, non resta che “prenderla con filosofia”. Certo, non dobbiamo abbassare la testa e mandar giù ogni scorrettezza e ogni battutina fuori luogo, ma è giusto che ci sentiamo in diritto di far notare con garbo e tranquillità cosa non ci va. Certo, la capacità di discutere in maniera costruttiva e assertiva è una dote che va coltivata: anche questo potrebbe essere un buon proposito per l’anno nuovo!

Un consiglio per gli addetti ai fornelli: se ospitate tutti i parenti a casa vostra, evitate di strafare. È chiaro che vogliate fare bella figura, ma non rovinatevi la festa per questo. Piuttosto, dedicate i giorni precedenti all'”invasione” a studiare il menù: piatti semplici che possono essere facilmente riscaldati senza perdere sapore, oppure i classici “lo metto in forno e me lo dimentico”. Altrimenti rischierete di organizzare una serata impeccabile, che però non vi godrete affatto.

PRANZI, CENE, MERENDE, APERITIVI…

Sono uno stress? Per alcuni sì. Sicuramente, lo sono per il nostro corpo. Un detto recita “non si ingrassa tra Natale e Capodanno, ma tra Capodanno e Natale”: vale a dire che non è una settimana di stravizi a rovinare la nostra linea, bensì il comportamento alimentare abituale che abbiamo nel corso di tutto l’anno. Ciò è senza dubbio vero, ma bisogna comunque prestare attenzione a non esagerare.

Inoltre, nei momenti di nervosismo c’è chi tende a buttarsi sul cibo. Cercate di osservare il vostro comportamento e di capire se avete  veramente fame o se, per esempio, vi siete attaccati al buffet per sfuggire al clima che si sta creando in casa. In questo caso, provate a trovate una soluzione alternativa. Per esempio, potreste proporre un gioco di società che stemperi le tensioni.

Infine ricordate: se decidete di concedervi qualche “peccato di gola”, “peccate con gioia”! Non c’è nulla di peggio che provare un senso di colpa per quanto si è mangiato.

L’ALLEGRIA OBBLIGATA 

Il Natale arriva per tutti, anche per chi è triste: talvolta capita di esserlo, ed è assolutamente normale, anche se il nostro modello culturale ci vuole sempre in forma, curati, dinamici, ottimisti, e quasi esclude la possibilità di provare tristezza, soprattutto a Natale. In un periodo dell’anno in cui si vede tanta gioia per le strade, chi è triste può sentirsi ancora più diverso, più isolato. Immaginate cosa possa voler dire per chi soffre di depressione.

Se siete in questa situazione, coglietela come un’opportunità di riflessione: chi vi garantisce che tutta la gioia che vedete in giro sia autentica? Magari chi corre freneticamente da un negozio all’altro, chi passa giornate intere a cucinare, o è sballottato tra un pranzo coi colleghi e uno coi parenti, in realtà si sente a sua volta stressato, triste, e magari solo, “condannato” ad apparire felice. Per sentirsi soli infatti non è necessario esserlo realmente. Si può essere circondati da persone senza tuttavia sentirsi compresi, accettati, capiti.

Potreste parlare di questo malessere con una persona di fiducia, e chiederle di trascorrere con voi un Natale diverso dal solito, senza la gabbia delle convenzioni sociali: per esempio, perché non mangiare un panino in un fast-food e poi andare al cinema, se è questo che vi fa piacere?

Sperando di avervi dato qualche spunto utile, vi ricordo, come sempre, che se avete idee e commenti potete lasciarmeli qui o sulla mia pagina Facebook.

Dopo questo articolo mi prenderò qualche settimana di pausa, il blog tornerà attivo a gennaio. Intanto auguro a tutti, di tutto cuore, serene festività! A presto!

(Photo via Daily Mail)

Mobbing: quando il bullismo continua tra adulti

Uno dei miei ultimi post riguardava il bullismo. Su Facebook ho ricevuto un’osservazione molto interessante, sul fatto che il bullismo non esiste solo tra i ragazzi, ma anche tra adulti, soprattutto sul luogo di lavoro.

È assolutamente vero: in questo secondo caso si parla di “mobbing”, ma l’essenza è la stessa, tanto che nei paesi anglosassoni viene chiamato anche workplace bullying (bullismo sul lavoro).

Il mobbing riguarda tutti quei comportamenti messi in atto sul luogo di lavoro allo scopo di emarginare e allontanare un lavoratore. Demansionamento (sempre apparentemente giustificato con esigenze aziendali), negazione di permessi dovuti per contratto, invio di frequenti visite fiscali in caso di malattia, comportamento ostile (vengono tolti strumenti utili al lavoro, come l’accesso a un server, una password, o anche sottratti oggetti di poco conto, come penne ed evidenziatori dalla scrivania). Proprio come per il bullismo, è possibile anche un mobbing indiretto, attuato con la diffusione di maldicenze e calunnie, sia in ambito lavorativo che personale. Non è infrequente nemmeno la molestia sessuale, sia verbale che fisica.

Come nel caso del bullismo, questi comportamenti per essere definiti mobbing devono essere sistematici, ripetuti nel tempo, e sempre rivolti verso una vittima.

Ci sono tre forme principali di mobbing:

  • Il mobbing verticale (o bossing) consiste negli abusi e nelle vessazioni perpetrati ai danni di uno o più dipendenti da parte di un superiore, spesso con lo scopo di indurre la vittima ad abbandonare il lavoro, senza dover ricorrere al licenziamento.
  • Il mobbing orizzontale, che è messo in atto da uno o più colleghi nei confronti di un altro, è finalizzato a rovinare la reputazione di una persona mettendo in crisi la sua posizione lavorativa, oppure a farla sentire così stremata che abbandonerà spontaneamente il posto.
  • Il mobbing dal basso (low mobbing), molto meno diffuso, consiste in una serie di azioni che mirano a screditare le figure di spicco aziendali, per motivi talvolta futili, come l’invidia per la posizione raggiunta, oppure in momenti di crisi dell’azienda, quando il capo è considerato “il colpevole”.

Le conseguenze psicologiche

La patologia più frequentemente associata al mobbing è il disturbo dell’adattamento, che si accompagna a una variegata sintomatologia ansioso-depressiva.

Può configurarsi anche un disturbo post traumatico da stress, che può associarsi ad ansia, attacchi di panico, depressione, perdita d’autostima, isolamento sociale, ma anche a sintomi fisici come insonnia, cefalea, gastrite e dermatite.

La denuncia

Denunciare questi comportamenti è difficile, perché servono delle prove che chi mobbizza, proprio come i bulli, fa ben attenzione a non lasciare.

Sono necessarie anche testimonianze, che spesso i colleghi non vogliono rilasciare, o perché a loro volta impauriti (nel caso del bossing), o perché sono proprio loro nella posizione di colpevoli o complici (nel caso del mobbing orizzontale).

Per quanto concerne la documentazione medica, infine, sono importantissime le certificazioni sanitarie, i referti degli esami clinici effettuati, nonché la perizia redatta da uno specialista (psichiatra o psicologo) con indicazione dell’incidenza della patologia sulla capacità psico-fisica del lavoratore (il cosiddetto “danno biologico”).

Documentandomi online, ho trovato un’interessante raccolta di sentenze riguardo al mobbing, utile a tutti coloro che stanno valutando se rivolgersi a un avvocato.

Il tema è delicato, e sono necessari sia periti psicologi esperti nel danno da mobbing, sia avvocati con esperienza in questo tipo di cause, e spesso non si sa a chi rivolgersi.

A Torino, opera da più di 15 anni l’Associazione Risorsa onlus, composta da volontari impegnati ad aiutare chi vive il disagio nel mondo del lavoro e a contrastare gli effetti del mobbing sull’individuo e sulla collettività. Se volete un appuntamento con lo Sportello di ascolto e orientamento, potete telefonare allo 011.5817810.

(Image by Ohmydearlife on Pixabay)

Pillole di Mindfulness: corso a Torino

Vi ho parlato spesso di mindfulness e argomenti correlati. Il primo post risale al 2011, agli albori di questo blog. Nel frattempo il termine è diventato arcinoto, a rischio di essere anche banalizzato.

In estrema sintesi, la parola “mindfulness” significa “piena consapevolezza”, e si rifà a una qualità dell’attenzione (presente e non giudicante) che al giorno d’oggi, con la vita frenetica che conduciamo, generalmente  manca un po’ a tutti noi. 

Per questo, io e il collega Davide Novarese abbiamo pensato ad un corso che fosse abbastanza breve da essere fruibile, ma non così tanto da essere superficiale. L’abbiamo intitolato “Pillole di Mindfulness”.

Con questo corso vi vogliamo offrire uno spazio e un tempo per allenare l’attenzione a stare nel momento presente, accettando ciò che c’è senza giudicare, e tante piccole strategie da mettere in pratica nella vita quotidiana, per avere un benessere tangibile da subito.

Per esempio, imparando a sentire il vostro corpo, a rilassare la vostra mente, a godervi il momento presente, a mangiare più consapevolmente. In altre parole, a prendervi cura di voi stessi.

Il corso si terrà presso il mio studio in via Filadelfia 117 a Torino, e si svolgerà in 4 martedì consecutivi: 14 – 21 – 28 gennaio e 4 febbraio 2020, con orario 20.00-22.00.

Il costo, comprensivo di materiale da utilizzare a casa, è di 160.00 €.

Per informazioni e iscrizioni, potete contattarci a uno dei seguenti recapiti:

Dr.ssa Federica Festa
Psicologa Psicoterapeuta
340.5964951
ilblogdellapsicologa@gmail.com

Dr. Davide Novarese
Psicologo
334.1551207
novarese.d@gmail.com

Vi aspettiamo!

Shinrin-yoku, consigli per il weekend.

L’estate sta volgendo al termine, ma abbiamo ancora davanti a noi qualche settimana in cui il meteo ci concederà qualche weekend fuori porta. Perché non provare lo shinrin-yoku?

Molti di voi avranno sentito parlare di questa pratica, letteralmente “bagno nella foresta”, molto diffusa in Giappone.

Il Giappone è una terra dalle mille contraddizioni, dove da un lato troviamo ritmi di vita folli e frenetici (famose tempo fa le foto di uomini d’affari che dormivano in strada, stremati dal lavoro), ma dall’altro esiste una stazione del treno che ferma in mezzo al nulla, solo per ricordare l’importanza di fermarsi. Ed è proprio da questa terra affascinante che ci arriva un suggerimento di una semplicità disarmante: stare a contatto con la natura fa bene, al corpo e allo spirito.

La pratica dello shinrin-yoku nasce negli anni ’80. Da allora, molti scienziati hanno condotto ricerche per dimostrarne l’efficacia.

Una review degli studi pubblicati tra il 2007 e il 2017 dimostra che trascorrere del tempo nella natura migliora il sistema immunitario, il sistema cardiovascolare e il sistema respiratorio. Può ridurre la pressione sanguigna, migliorare il ciclo sonno-veglia, e ridurre lo stress.

Il merito di questi benefici è da attribuire ai fitoncidi, sostanze contenute nel legno che vengono rilasciate dagli alberi in forma volatile, per difendersi dai parassiti (come già dimostrava uno studio del 2006).

Ciò vale anche per chi si prende cura di un orto: uno studio del 2015 dimostra che l’orticoltura è collegabile a cambiamenti fisiologici in pazienti che partecipavano a un programma di riabilitazione cardiopolmonare ospedaliera. I pazienti hanno manifestato un miglioramento nella frequenza cardiaca e anche nei disturbi dell’umore.

Un’altra review del 2017 concludeva però che passare del tempo nella verde avesse sì effetti positivi sulla salute, ma non così chiari da creare linee guida per pratiche cliniche standardizzate.

Uno studio recentissimo (luglio 2019) sembra finalmente aver trovato la ricetta: 120 minuti nel verde ogni 7 giorni. I partecipanti (20.000 persone) hanno descritto le loro attività nella settimana precedente, riferito il loro stato di salute e la loro sensazione di benessere generale. Tra coloro che non avevano trascorso tempo nella natura, circa un quarto ha riportato di aver avuto problemi di salute, e circa la metà una sensazione di insoddisfazione. Tra chi aveva trascorso due o più ore nella natura, solo un settimo ha riportato problemi di salute, e circa un terzo si è detto poco soddisfatto. 

Ma diciamoci la verità… vogliamo davvero che il piacere di una passeggiata nel bosco, annusandone i profumi, accarezzandone i fiori, abbracciandone gli alberi, riempiendosi gli occhi di sole e bellezza, diventi una pratica manualizzata?

Se volete sperimentare (letteralmente) sulla vostra pelle, vi lascio qualche suggerimento, basato sulla mia esperienza di psicologa e praticante di meditazione, ma senza nessuna pretesa di dettare regole.

  1. L’approccio: lo shinrin-yoku non è una scampagnata, ma un’immersione nella natura, qualcosa di molto vicino alla meditazione.
  2. Scegliete un luogo che vi ispiri. Se non avete modo di recarvi in bosco, un parco vicino casa va benissimo.
  3. Camminate senza fretta, non c’è una meta.
  4. Usate tutti i sensi: sentite sulla pelle il sole, il vento, respirate a pieni polmoni tutti gli odori, osservate con calma i dettagli, come i piccoli insetti, ascoltare tutti i suoni, accarezzate alberi e piante.
  5. Prestate attenzione anche al vostro corpo: il respiro, il battito del cuore, il movimento dei piedi sulla terra.
  6. Potete anche camminare in gruppo, l’importante è avere tutti il medesimo atteggiamento.
  7. Se volete fare uno spuntino, cogliete l’occasione per gustarvi veramente quel panino che nella vita quotidiana trangugiate di corsa tra un appuntamento di lavoro e l’altro.
  8. Non riuscite a camminare a lungo? Godetevi la natura da una comoda panchina! I benefici sono gli stessi.
  9. Una piccola noiosa ma necessaria precisazione: i boschi possono essere anche pericolosi, se non siete esperti di montagna. Usate sempre abbigliamento e attrezzature adeguati e non inerpicatevi su sentieri difficili se non siete preparati fisicamente.

… e se avete altri suggerimenti, aspetto i vostri commenti!

 

(Photo by Lukasz Szmigiel on Unsplash)

I disturbi d’ansia: un’intervista a Radio Veronica One

Ieri sera, o meglio, ieri notte, su Live Social di Radio Veronica One andava in onda una mia intervista sui disturbi d’ansia. Abbiamo parlato di emozioni, attacchi di panico, psicoterapia e prevenzione.
Per tutti i non-nottambuli, a questo link trovate un estratto della videointervista.

Buon ascolto e buona visione!

 

Settembre, andiamo. È tempo di…

… programmare le novità di ottobre! E quindi passo senza indugio e con molto entusiasmo a illustrarvi le mie iniziative, che avranno tutte luogo nel mio studio tranne la prima.

5 – 6 ottobre
h. 09.15 – 19.30
CONSULENZA PSICOLOGICA GRATUITA IN FARMACIA

Sono lieta di offrire due giornate di consulenza gratuita presso la Farmacia Althea di Via Gorizia 133, Torino, con cui collaboro da anni.

Potrete prenotare il vostro colloquio gratuito di 50 minuti telefonando direttamente alla Farmacia, al numero 011.352084.

Qui potete trovare maggiori informazioni.

8 ottobre
h. 20.30 – 22.00
SERATA INFORMATIVA GRATUITA SUL TRAINING AUTOGENO

In autunno la natura ci suggerisce di rallentare i nostri ritmi, mentre la ripresa di tutte le nostre attività, lavorative e non, ci sollecita in senso contrario.

Durante la serata scopriremo come il Training Autogeno possa aiutare il rilassamento profondo, il recupero delle energie, la distensione muscolare e l’aumento della concentrazione.

Verrà proposto un momento di pratica per saggiare direttamente i benefici della tecnica. Si consiglia perciò un abbigliamento comodo.

L’incontro è aperto a tutti e consigliato in particolare a chi desidera iniziare un corso di Training Autogeno ma non vuole iscriversi “a scatola chiusa”.

I posti sono limitati: è necessaria l’iscrizione, contattandomi al 340.59649651 o compilando questo form.

Se volete invitare i vostri amici, potete condividere l’evento Facebook.

10 ottobre
GIORNATA NAZIONALE DELLA PSICOLOGIA

Anche quest’anno il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi si prepara a celebrare questa Giornata, evento patrocinato dal Ministero della Salute, in concomitanza con la Giornata Mondiale della Salute Mentale.

Il tema del 2018 è “Ascoltarsi e Ascoltare, la persona al centro della propria vita”.

Io aderisco alla Giornata offrendo un primo colloquio gratuito per tutta la settimana, dall’8 al 13 ottobre. Per usufruirne, è necessario prenotare telefonicamente al 340.5964951 specificando che aderite alla Giornata.

Qui a breve troverete il calendario completo degli eventi organizzati in tutta Italia.

15 ottobre
h. 20.30 – 22.00
SERATA INFORMATIVA GRATUITA SUL TRAUMA

La parola “trauma” viene spesso utilizzata a sproposito. A volte con eccessiva facilità (per esempio si cerca di tutelare i bambini da qualsiasi esperienza che potrebbe implicare un fallimento perché potrebbe “traumatizzarli”), altre volte invece si minimizzano esperienze realmente molto disturbanti, liquidandole come eventi che bene o male capitano a tutti (per esempio bullismo a scuola, mobbing sul lavoro, lutti, perdita di una gravidanza).

In questo incontro si farà chiarezza su cosa la psicologia intende per “trauma”, e su quando è utile e necessario intervenire.

L’incontro è aperto a tutti coloro che desiderano informazioni sulla tematica. Può essere utile anche a chi desidera iniziare una psicoterapia, ma è puramente informativo e non costituisce un colloquio clinico.

I posti sono limitati: è necessaria l’iscrizione, contattandomi al 340.59649651 o compilando questo form.

Se volete invitare i vostri amici, potete condividere l’evento Facebook.

ADESIONE A PSICOTERAPIA APERTA

A partire da settembre 2018, aderisco con grande gioia a Psicoterapia Aperta, una rete di psicoterapeuti che dà la possibilità a chi ha difficoltà economiche di accedere a una terapia a tariffa agevolata, con lo stesso trattamento (durata oraria, frequenza, setting e metodologia) riservato ai pazienti a tariffa piena.

Il servizio si rivolge alle famiglie in difficoltà economica, ai giovani senza lavoro o con lavori precari, ai cittadini disoccupati o con problematiche invalidanti, alle persone comuni che non sostengono il costo della vita.

Qui trovate la mia scheda sul portale e il modulo per contattarmi.

Ho sempre lavorato per sensibilizzare le persone sul ruolo che lo psicologo svolge per il benessere della società, nella direzione di rendere la professione più accessibile.

Questo calendario così ricco, perciò, per me è motivo d’orgoglio.

Spero che prossimamente avrò occasione di conoscervi dal vivo!

 

(Photo by Chris Lawton on Unsplash)

Training Autogeno al Castello di Sale

Mercoledì 13 Aprile 2016, ore 19.00

PROVA GRATUITA DI PRESENTAZIONE DEL CORSO DI TRAINING AUTOGENO

Presso il Castello di Sale, Via Carlo Tenivelli 3D, Torino

Lo stress: il grande nemico della nostra quotidianità. Il Training Autogeno può essere un ottimo strumento per contrastarlo, grazie ai suoi noti benefici su mente e corpo.

Rispetto ad altri corsi, questo presenta il grande vantaggio di aver luogo in una location assolutamente esclusiva: il Castello di Sale, centro di halotrattamento nelle cui stanze viene immesso un areosol di puro sale di halite (salgemma) certificato e controllato con un costante rinnovo dell’aria. Il sale fornisce un aiuto prezioso e del tutto naturale: purifica le vie respiratorie, ha un effetto decongestionante, mucolitico e antinfiammatorio. La stanza, inoltre, bianca e silenziosa come una spiaggia esotica, garantisce di per sé momenti di puro relax.

Per informazioni e prenotazioni potete scrivere a torino3@castellodisale.it, oppure telefonare al numero 011.433.85.77.

Vi aspetto, e vi invito a dare un’occhiata anche al corso di rilassamento per bimbi!

In Piemonte la Settimana del Benessere Psicologico diventa il Mese del Benessere Psicologico!

Rieccomi con la consueta rubrica riguardante le iniziative gratuite di divulgazione psicologica e consulenza! Anche quest’anno l’Ordine degli Psicologi del Piemonte apre le porte ai cittadini, ma questa volta organizzando il Mese del Benessere Psicologico.

Dal 9 NOVEMBRE al 30 novembre 2013
STUDI APERTI e INCONTRI rivolti al pubblico

Un mese in cui i cittadini del Piemonte hanno l’opportunità di un confronto gratuito con uno Psicologo: sull’intero territorio regionale infatti oltre 1.000 professionisti aprono i propri studi a chiunque desideri avere un consulto, un primo momento di incontro e confronto.
Psicologi competenti in una o più aree della disciplina – dall’individuo alla famiglia, dalla coppia alla genitorialità, dagli adolescenti agli anziani – sono a disposizione di chi desideri ricercare il proprio benessere percorrendo questa preziosa strada interiore.

Il Mese del Benessere Psicologico propone inoltre numerosi eventi aperti al pubblico, organizzati nelle diverse città della Regione, su temi di interesse comune: ansia, disturbi alimentari, angoscia dovuta alla perdita del lavoro e alla precarietà, problemi psicosomatici, sessualità, rapporto con i figli, difficoltà nell’apprendimento, lutto, malattia, esigenze degli anziani, aggressività tra ragazzi e sulle donne.
Un analogo calendario di incontri è stato predisposto specificatamente per le scuole del territorio, coinvolgendo docenti, ragazzi e familiari. 

Ecco l’ELENCO DEGLI PSICOLOGI CHE OFFRONO LA CONSULENZA GRATUITA (suddivisi per CAP):

Torino
provincia Torino
Alessandria e provincia
Asti e provincia
Biella e provincia
Cuneo e provincia
Novara e provincia
Verbania e provincia
Vercelli e provincia

CALENDARIO DEGLI EVENTI:

Eventi rivolti ai cittadini

CALENDARIO DEGLI EVENTI NELLE SCUOLE:

Progetti Scuole

Vi ricordo infine che, come ogni anno, il mio studio aderisce all’iniziativa offrendo un colloquio gratuito a tutti i cittadini interessati. Per appuntamenti: 340.59.64.951.

 

(Image by Gerd Altmann from Pixabay)