Psicoterapia

Photo by Barby Dalbosco on Unsplash

Su cosa è e cosa non è la psicoterapia si potrebbero scrivere (e in effetti sono stati scritti) interi manuali.

In modo sintetico e semplice, vorrei offrire una guida a coloro che sperimentano un disagio e vorrebbero un aiuto, ma non sanno se la psicoterapia possa fare al caso loro.

Entriamo subito nel vivo, quindi: cos’è la psicoterapia? Chi è lo psicoterapeuta? Quando rivolgersi a questa figura?

Innanzitutto, chiariamo che la psicoterapia non è…

  • un percorso infinito, che dura tutta la vita.
  • una serie di sedute in cui qualcuno vi dirà come vi dovete comportare nella vostra vita, mettendovi in mano un “libretto di istruzioni”.

Al contrario, la psicoterapia è…

  • tempo per se stessi, per parlare, sfogarsi, riordinare le idee: spesso, già nel corso della prima seduta, ci si sente meno confusi, perché mettere per la prima volta “le carte in tavola” aiuta già a riordinarle.
  • uno modo per imparare a riconoscere le proprie risorse (autostima, consapevolezza, senso dell’umorismo, lucidità…) e per svilupparne di nuove.
  • uno strumento che permette di rileggere in modo nuovo le proprie difficoltà: mettendole in prospettiva, contestualizzandole, vedendo possibili sbocchi positivi.
  • un percorso che incoraggia l’autonomia: quello che assolutamente si vuole evitare è di creare una dipendenza dal terapeuta.

E lo psicoterapeuta? Iniziamo a definire cosa lo psicoterapeuta non è…

  • uno psichiatra. Lo psichiatra (colui che nell’immaginario comune “prescrive i farmaci”) è infatti un medico, che ha frequentato la Scuola di Specializzazione in Psichiatria.
  • un professionista che dà consigli su come comportarsi.
  • un “mago con la bacchetta magica”, in grado di risolvere i problemi altrui.
  • una persona migliore del paziente.

Lo psicoterapeuta è…

  • uno psicologo o un medico che, iscritto al proprio Albo di riferimento, ha frequentato una Scuola di Specializzazione in Psicoterapia. Lo psicoterapeuta, quindi, può essere anche un medico psichiatra, ma non necessariamente.
  • un professionista della relazione: una buona relazione cooperativa col paziente è lo strumento principale per il successo della terapia.
  • una persona che ha lavorato a lungo su se stesso, con un suo percorso di psicoterapia personale, per offrire ai suoi pazienti uno “strumento ben accordato” e ben capace di accordarsi con il prossimo.
  • un professionista che fa rete con i colleghi psicoterapeuti e con altri professionisti, per poter offrire il massimo a chi si rivolge a lui.
  • un professionista che si aggiorna costantemente, su metodi, prospettive, applicazioni, e sui progressi della ricerca scientifica, soprattutto in ambito neuroscientifico.

Quando rivolgersi allo psicoterapeuta?

  • Quando c’è un sintomo evidente: tra i più frequenti possiamo citare gli attacchi di panico negli adulti, l’enuresi nei bambini. In questi casi è ben evidente che il nostro corpo ci sta dando un “campanello d’allarme” sul nostro stato. Può sembrare paradossale ma è proprio il caso di ringraziare il sintomo, perché ci dà l’occasione di vedere il nostro malessere e quindi intervenire.
  • Dopo un evento di vita traumatico: bullismo a scuola, mobbing sul lavoro, lutto, perdita di una gravidanza… Ciascuno reagisce a modo proprio, ma eventi di questo tipo costituiscono vere e proprie ferite per la nostra identità. Intervenire in maniera precoce serve a rielaborare il trauma in maniera efficace.
  • Quando si vorrebbero avere più risorse per affrontare la propria vita: a tutti capita di sentirsi stanchi, demotivati, tristi, pessimisti, arrabbiati, impotenti. Ogni emozione ha un suo valore e nessuno psicoterapeuta vi obbligherà a vedere tutto in rosa. Se però queste sensazioni durano molto a lungo, ci impediscono di prendere in mano le redini della nostra vita e guidarla secondo i nostri desideri. In questo caso, vale la pena di provare ad uscire da questi schemi che ci impediscono la serenità.
  • Quando sorge il desiderio di conoscere meglio se stessi, di comprendere le proprie dinamiche di pensiero e comportamento, anche se non stiamo sperimentando un momento di particolare disagio: l’autoconsapevolezza è sempre una risorsa preziosa da sviluppare. Non voglio con ciò dire che chiunque abbia bisogno di una psicoterapia: per tanti, per esempio, un valido strumento di autoconsapevolezza è rappresentato dall’arte. È bello che ciascuno possa scegliere quello che sente più adatto a sè.

Spero che questo articolo vi sia stato utile per comprendere meglio cos’è la psicoterapia. Se volete approfondire, a questi link potete trovare informazioni sul mio approccio e sulla terapia EMDR, che utilizzo con successo da anni nel trattamento dei disturbi legati sia ad eventi traumatici, sia ad esperienze più comuni ma emotivamente stressanti.

 

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