Archivi categoria: Psicologia clinica e psicopatologia

I disturbi d’ansia: un’intervista a Radio Veronica One

Ieri sera, o meglio, ieri notte, su Live Social di Radio Veronica One andava in onda una mia intervista sui disturbi d’ansia. Abbiamo parlato di emozioni, attacchi di panico, psicoterapia e prevenzione.
Per tutti i non-nottambuli, a questo link trovate un estratto della videointervista.

Buon ascolto e buona visione!

 

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Dipendenza da internet… e voi, come siete messi?

Vi avevo già parlato delle cosiddette “nuove dipendenze”.

Quelle che avevano maggiormente destato la vostra curiosità, come ho potuto notare dai termini maggiormente ricercati nel mio blog, erano le “web related addictions” (dipendenze correlate al web): “info surfing”, dipendenza da gioco d’azzardo online, da sesso virtuale, da social network, shopping compulsivo online.

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Da quando ho pubblicato il post, molti altri comportamenti sono diventati oggetto di attenzione, come la dipendenza da videogiochi di ruolo online, e, con la sempre crescente diffusione degli smartphone, la dipendenza da cellulare (battezzata “nomofobia”, contrazione di “no-mobile phobia”).

Sul sito di ESC, team di specialisti nel campo delle dipendenze, ho trovato un test (un adattamento dell’ IAT – Internet Addiction Test di Kimberly Young), che permette di scoprire il proprio rapporto con il web… siete curiosi? Non vi resta che provare...

Gli animali aiutano a stare bene? Pet therapy e dintorni…

Il termine “pet therapy” è stato coniato dallo psichiatra infantile Boris Levinson negli anni ’60 del XX secolo.
Si tratta di un approccio che integra le terapie tradizionali e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie, con obiettivi di miglioramento fisico, cognitivo, emotivo, comportamentale e sociale.

La pet therapy non è quindi una terapia a sé, ma una co-terapia, che può facilitare l’approccio terapeutico con le figure mediche, psicologiche e riabilitative, soprattutto nei casi in cui il paziente sia scarsamente collaborativo o comunicativo.

Quali sono i vantaggi che può offrire il contatto con un animale?

  • Il contatto con un animale aiuta a soddisfare bisogni come affetto, sicurezza, relazioni interpersonali. Oltre a darci tutto il loro affetto, infatti, gli animali creano occasioni di socializzazione e conversazione, come d’altronde ben sa ogni padrone di cane reduce da una passeggiata al parco.
  • Nei bambini con problemi comportamentali come iperattività, aggressività, autolesionismo, è stato dimostrato che questi comportamenti diminuiscono, di pari passo con l’ansia, mentre aumentano autostima e senso di responsabilità.
  • In pazienti ipertesi e cardiopatici, è stato dimostrato che accarezzare un animale diminuisce la pressione arteriosa e contribuisce a regolare la frequenza cardiaca.Appare chiaro, quindi, che gli animali non sono soltanto utili nelle terapie, ma anche e soprattutto nella prevenzione. In situazioni stressanti, la sola presenza di un animale domestico può essere sufficiente a produrre un effetto tranquillizzante sul sistema nervoso e sulle funzioni cardiovascolari dell’uomo, permettendogli di rilassarsi e distrarsi, senza amplificare le sensazioni negative.

In Italia, spetta alle singole Regioni dotarsi di una legislazione in materia sanitaria, e ad oggi solo la Regione Veneto ha definito le procedure ed i requisiti minimi necessari per poter effettuare l’attività della pet therapy, redigendo il MOR (Manuale Operativo Regionale regione Veneto) ed avviando Net Pet Therapy, un progetto di rete regionale per la pet therapy.

Le nuove forme di dipendenza sociale: la tecno-dipendenza

Oggi, Venerdì 8 febbraio 2013 – ore 21.00
presso la libreria LegoLibri, via Maria Vittoria 31, Torino

si terrà l’incontro

“Le nuove forme di dipendenza sociale: la tecno-dipendenza”

Quando si parla di dipendenza, la maggior parte delle persone associa questo termine al solo uso e abuso di sostanze psicoattive. Dipendenza quindi come comportamento deviante. In realtà molti comportamenti, seppur normali nella vita quotidiana e ritenuti socialmente accettabili, possono diventare, per alcuni individui, delle vere e proprie dipendenze che possono invalidare l’esistenza della persona e del suo sistema di relazioni.

Questo è il caso delle nuove forme di dipendenza, come la dipendenza dalle nuove tecnologie: il seminario intende focalizzarsi proprio sulla tecno-dipendenza, con particolare attenzione al mondo del web, per cercare insieme di capire cosa determina la dipendenza tecnologica e quali potrebbero essere gli strumenti per fronteggiarla e prevenirla.

Organizza l’Associazione Amore & Psiche.

A questo link trovate l’evento su Facebook.

Se siete interessati ad un approfondimento, potete leggere un mio post di qualche tempo fa.

 

(Photo by @Matthew_T_Rader on Unsplash)

“Dimmi cosa sogni” – Bruno Bara presenta il suo libro a Torino e Bologna

Da sempre l’uomo è affascinato dal sogno e dal suo significato: non è un caso che i primi testi scritti che ci sono pervenuti, dall’Egitto come dalla Cina, parlino proprio dell’interpretazione dei sogni. Oggi nella nostra civiltà non si crede più che essi siano messaggi inviati dagli dei, eppure rimane immutata la sensazione che, in quei prodotti così misteriosi e fuori controllo della nostra mente, si celi qualcosa di importante e significativo.
Così è, in effetti. Perché l’attività onirica ha una relazione diretta e privilegiata con la parte più profonda di noi, quella stessa da cui si generano le emozioni. L’interpretazione del sogno consente di accedere a una consapevolezza più piena, e insieme leggera e creativa, di noi stessi.
Questo libro offre un’esaustiva e aggiornatissima panoramica sul processo del sogno e ricerca nelle emozioni la chiave di lettura che permette di interpretarlo, sfruttando tutte le conoscenze che le scienze e le neuroscienze cognitive mettono a disposizione dei clinici.

L’autore, Bruno Bara (Medico, Psicoterapeuta, Professore ordinario di Psicologia all’Università di Torino), presenterà il suo volume

Mercoledì 28 marzo 2012
alle ore 18.00
presso il Circolo dei Lettori
Via Bogino 9, Torino

Mercoledì 4 aprile 2012
alle ore 18.00
presso la Libreria Coop Ambasciatori
Via Orefici 19, Bologna*

* In quest’occasione interverrà anche Furio Lambruschi, Psicologo, Psicoterapeuta, Direttore della Scuola Bolognese di Psicoterapia Cognitiva

 

(Photo by Jonas Jacobsson on Unsplash)

Buon Primo Maggio a tutti, soprattutto a chi non lavora

Il Primo Maggio rappresenta ogni anno un’occasione per riflettere su importanti questioni, come i diritti dei lavoratori, la contrattazione sindacale, gli ammortizzatori sociali, la sicurezza sul luogo di lavoro, e – tema di cui voglio parlarvi oggi – la disoccupazione.

Gran parte di coloro che perdono il lavoro vive l’evento come un trauma, un vero e proprio lutto.
È assolutamente normale, se si considera che siamo figli di una cultura che ci insegna che “il lavoro nobilita l’uomo”: è un dovere, ma anche uno strumento di autorealizzazione, un importante tassello del mosaico della nostra identità.

Il disagio è quindi duplice: da un lato ci sentiamo in colpa, ma anche impotenti e frustrati; dall’altro ci ritroviamo senza un ruolo sociale definito, e ci sembra di non valere più nulla. Continua a leggere Buon Primo Maggio a tutti, soprattutto a chi non lavora

Le “nuove psicopatologie”

Spesso si sente parlare di “nuove dipendenze”, o “nuove psicopatologie”. Di cosa si tratta? Perché sono “nuove”? Perché sono in così rapido aumento, sia come quantità sia come numero di persone coinvolte?

Innanzitutto preciso che non sono assolutamente tra i convinti che di ogni piccolo problema umano si debba creare una “malattia” (potete leggere il mio post sulla “sindrome natalizia”). È però innegabile che l’ambiente abbia una grande influenza sulla salute psicologica delle persone, e mai come oggi tutte le possibili accezioni di “ambiente” (i luoghi fisici, la società, i contesti relazionali) sono in rapida e caotica evoluzione. Tutto ciò non è per niente banale: ci richiede uno sforzo di adattamento non indifferente, considerando anche che, dal punto di vista biologico, noi siamo “Homo Sapiens anatomicamente moderni” (anche detti “Homo Sapiens Sapiens”), ossia una specie comparsa sulla Terra 200.000 anni fa: con le stesse identiche risorse neurocognitive di allora, dobbiamo far fronte ad un ambiente molto più complesso. Continua a leggere Le “nuove psicopatologie”