Freak Show. Mostri o persone da cui trarre ispirazione?

Come ho già avuto modo di dirvi, amo molto il teatro, il cinema, ma anche le serie televisive. Trovo che raccontare storie, e anche fruirne, sia un’esperienza di crescita personale, stimolante a molti livelli.
Ho terminato da un po’ di vedereAmerican Horror Story: Freak Show”, e da un po’ avevo questo post in cantiere.

(Continuate pure a leggere, non contiene spoiler.)

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Le Iene, Adecco e il colloquio di lavoro

Mercoledì scorso Le Iene hanno mandato in onda un interessantissimo servizio di Matteo Viviani sul processo di ricerca e selezione, appoggiandosi ad Adecco, agenzia per il lavoro leader in Italia, alla quale hanno chiesto di ricercare un reporter televisivo: un’aspirante iena, insomma.

Oltre a documentare il lavoro di ricerca candidati, lo screening dei curricula, il colloquio di gruppo e quello individuale, chiedendo ad Adecco di fornire ai telespettatori alcuni consigli, Le Iene hanno posto al candidato prescelto un’ultima delicata prova, che è andata a toccare questioni di etica professionale… Come è andata a finire? Guardate il servizio

AUSMERZEN – Vite indegne di essere vissute

Questa sera su La7, alle 21.10, trasmetteranno un toccante spettacolo di Marco Paolini, ambientato nell’ex ospedale psichiatrico “Paolo Pini” di Milano.

Il tema è un aspetto dell’eugenetica nazista di cui, generalmente, in TV non si parla neanche in occasione della Giornata della Memoria: la sterilizzazione e lo sterminio dei disabili e dei malati mentali.

Al termine dello spettacolo, Gad Lerner condurrà un dibattito con il pubblico, riunito per l’occasione – e qui viene un altro motivo di interesse – proprio presso il “Paolo Pini”.

Sul sito di La7, un’anticipazione e un’intervista a Marco Paolini.

If you really knew me

If you really knew meVi consiglio vivamente un programma che sta andando in onda su MTV, ogni sabato alle 19.00 e in replica domenica pomeriggio. Si tratta di “If you really knew me”, una serie di documentari ambientati in diverse high schools americane che hanno partecipato al progetto Challenge Day.

Ogni scuola, si sa, ha una diversa tipologia di studenti: in alcune prevalgono ragazzi provenienti da famiglie operaie, in altre ragazzi della media borghesia… quello che le accomuna, è che ovunque i giovani tendono a dividersi in gruppi: i “popolari” e gli “sfigati”, gli “sportivi” e gli “alternativi” (“punk”, “dark” o “emo” che siano), e chi più ne ha, più ne metta. Continua a leggere