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#RestiamoACasa | Episodio 7 | Vediamo una serie | Atypical

Oggi vi parlo di una serie TV, della quale in realtà volevo parlarvi da mesi… Beh, ora ho tempo di scriverne!

Come sapete, il mio intento con questi articoli è quello di dare idee per passare questo tempo in modo piacevole e costruttivo, ma ricordate sempre le due regole fondamentali da seguire quando si parla di TV, film, serie, streaming ecc:

  • alzatevi ogni tanto per muovervi un po’, mettendo se necessario la sveglia sul cellulare per ricordarvi di sgranchirvi.
  • Date sempre e comunque una certa regolarità alla vostra giornata, anche nell’uso della TV, riservandole degli spazi ben definiti.

Fatte le doverose premesse, vengo ora al mio consiglio per le prossime serate: Atypical, la serie Netflix incentrata sulla vita di Sam, ragazzo con la Sindrome di Asperger.

La condizione di Sam non viene rappresentata come una disabilità, ma come un particolare modo di essere, una condizione con cui si può convivere, anche se con qualche difficoltà.

I problemi di Sam sono abbastanza comuni nella vita di un teenager: episodi di bullismo, primi amori, incomprensioni familiari. E il protagonista affronta tutto a modo suo, grazie anche a una famiglia affiatata (anche se assolutamente non perfetta), al suo migliore amico (che dà consigli a volte buoni, ma spesso discutibili, proprio come un qualsiasi teenager), alla sua terapeuta e successivamente anche ad un gruppo di sostegno.

I personaggi sono molto realistici: la madre, spinta dal desiderio di proteggere il figlio, a volte è così concentrata su di lui da trascurare sé stessa e la famiglia. Il padre in passato ha avuto difficoltà ad accettare il disturbo di Sam. E la sorella è una normalissima adolescente: a volte dolce, a volte ribelle e scontrosa, protegge il fratello, ma non lo tratta mai con pietismo.

Dopo la prima stagione, in seguito ad alcune critiche mosse riguardo a una recitazione un po’ stereotipata dell’attore che interpreta Sam, si è deciso di inserire nel cast un gruppo di ragazzi nello spettro dell’autismo, che interpretano i membri del gruppo di pari cui Sam si unisce, e di coinvolgere persone con autismo nella scrittura della sceneggiatura. Le recensioni della seconda e terza stagione sono state quindi più che positive. La quarta e ultima è attesa per il 2021.

Vi auguro quindi una buona giornata e una buona visione… con moderazione!

#RestiamoACasa | Episodio 4 | Vediamo un documentario | La mente svelata

Sicuramente molti di voi in questo periodo stanno passando molte ore davanti alla TV.

Non c’è nulla di male, date le circostanze, a patto che vi ricordiate, come vi ho già suggerito, due cose fondamentali:

  • alzarvi ogni tanto per muovervi un po’, mettendo se necessario la sveglia sul cellulare per ricordarvi di sgranchirvi.
  • dare comunque una certa regolarità alla vostra giornata, anche nell’uso della TV, riservandole degli spazi ben definiti (ad esempio mezz’ora dopo pranzo, 2 ore dopo cena).

Nell’era dello streaming, è facile iniziare a vedere una serie TV e ritrovarsi alle 4 di notte avendo finito la prima stagione. Se questo non è salutare mai, a maggior ragione non lo è ora, in un momento in cui, non avendo molti paletti fissi a scandire le nostre giornate, rischiamo di trovarci in una condizione psicologica che può travolgerci, lasciandoci prendere dallo sconforto.

Fatte questa premesse, forse un po’ noiose ma necessarie, vengo ora al mio consiglio per le prossime serate: La mente svelata (2019), docu-serie di Netflix sul funzionamento del nostro cervello, composta di 5 episodi intitolati Memoria – Sogni – Ansia – Consapevolezza – Sostanze Psichedeliche.

Temi molto interessanti, narrati in maniera semplice ma scientificamente impeccabile, con immagini e grafiche animate molto accattivanti.

L’episodio sull’ansia, di questi tempi, può essere molto utile a chi sta sperimentando vissuti di questo tipo, così come anche quello sulla consapevolezza.

Sapere come mai il nostro corpo e la nostra mente lavorano in un certo modo può aiutare a spaventarsi meno di certe emozioni, a trovare strategie per gestirle, anche quando ci sembrano completamente estranee a noi, o così opprimenti da farci sentire impotenti.

Non mi resta quindi che augurarvi una buona giornata e una buona visione… con moderazione!

Freak Show. Mostri o persone da cui trarre ispirazione?

Come ho già avuto modo di dirvi, amo molto il teatro, il cinema, ma anche le serie televisive. Trovo che raccontare storie, e anche fruirne, sia un’esperienza di crescita personale, stimolante a molti livelli.
Ho terminato da un po’ di vedere “American Horror Story: Freak Show”, e da un po’ avevo questo post in cantiere.

(Continuate pure a leggere, non contiene spoiler.)

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Le Iene, Adecco e il colloquio di lavoro

Mercoledì scorso Le Iene hanno mandato in onda un interessantissimo servizio di Matteo Viviani sul processo di ricerca e selezione, appoggiandosi ad Adecco, agenzia per il lavoro leader in Italia, alla quale hanno chiesto di ricercare un reporter televisivo: un’aspirante iena, insomma.

Oltre a documentare il lavoro di ricerca candidati, lo screening dei curricula, il colloquio di gruppo e quello individuale, chiedendo ad Adecco di fornire ai telespettatori alcuni consigli, Le Iene hanno posto al candidato prescelto un’ultima delicata prova, che è andata a toccare questioni di etica professionale… Come è andata a finire? Guardate il servizio

AUSMERZEN – Vite indegne di essere vissute

Questa sera su La7, alle 21.10, trasmetteranno un toccante spettacolo di Marco Paolini, ambientato nell’ex ospedale psichiatrico “Paolo Pini” di Milano.

Il tema è un aspetto dell’eugenetica nazista di cui, generalmente, in TV non si parla neanche in occasione della Giornata della Memoria: la sterilizzazione e lo sterminio dei disabili e dei malati mentali.

Al termine dello spettacolo, Gad Lerner condurrà un dibattito con il pubblico, riunito per l’occasione – e qui viene un altro motivo di interesse – proprio presso il “Paolo Pini”.

Sul sito di La7, un’anticipazione e un’intervista a Marco Paolini.

If you really knew me

Vi consiglio vivamente un programma che sta andando in onda su MTV, ogni sabato alle 19.00 e in replica domenica pomeriggio. Si tratta di “If you really knew me”, una serie di documentari ambientati in diverse high schools americane che hanno partecipato al progetto Challenge Day.

Ogni scuola, si sa, ha una diversa tipologia di studenti: in alcune prevalgono ragazzi provenienti da famiglie operaie, in altre ragazzi della media borghesia… quello che le accomuna, è che ovunque i giovani tendono a dividersi in gruppi: i “popolari” e gli “sfigati”, gli “sportivi” e gli “alternativi” (“punk”, “dark” o “emo” che siano), e chi più ne ha, più ne metta. Continua a leggere If you really knew me