If you really knew me

If you really knew meVi consiglio vivamente un programma che sta andando in onda su MTV, ogni sabato alle 19.00 e in replica domenica pomeriggio. Si tratta di “If you really knew me”, una serie di documentari ambientati in diverse high schools americane che hanno partecipato al progetto Challenge Day.

Ogni scuola, si sa, ha una diversa tipologia di studenti: in alcune prevalgono ragazzi provenienti da famiglie operaie, in altre ragazzi della media borghesia… quello che le accomuna, è che ovunque i giovani tendono a dividersi in gruppi: i “popolari” e gli “sfigati”, gli “sportivi” e gli “alternativi” (“punk”, “dark” o “emo” che siano), e chi più ne ha, più ne metta.

L’adolescenza è il periodo in cui ci si inizia a separare dalla famiglia, cercando di costruire la propria identità e la propria autonomia. Il fatto che i ragazzi cerchino un gruppo di coetanei con cui identificarsi è di per sé assolutamente normale e anzi positivo, poiché essi scelgono un gruppo con cui condividere una vera e propria cultura, fatta sì di slang e vestiti, ma anche di valori e ideali. In un certo senso, gli adolescenti si creano una loro “tribù”.

Il problema che spesso sorge, però, è che il gruppo di appartenenza diventa un’etichetta, una sorta di carta d’identità con cui ci si si presenta al mondo, e ciascun gruppo tende a chiudersi sempre più in se stesso svalutando e allontanando i membri degli altri gruppi. Nascono quindi i fenomeni come il bullismo, il razzismo, l’omofobia. I ragazzi coinvolti possono sviluppare una fortissimo senso di inadeguatezza e di ansia, che talvolta può sfociare in vere e proprie patologie: anoressia, bulimia, ma anche depressione, sono sempre più diffuse tra i giovanissimi.

Il Challenge Day è una giornata di formazione molto attiva e divertente, ma anche emotivamente molto intensa, attraverso la quale un gruppo di esperti cerca di aiutare gli studenti ad andare al di là delle etichette e degli stereotipi a esse connessi. Un punk non è solo un punk: chi è veramente quel ragazzo? Lo incrocio ogni giorno nei corridoi, ma so il suo nome? E la reginetta del ballo, che tutti credono di conoscere, è veramente sempre sorridente come appare sui manifesti?

Chiaramente il programma offre uno spaccato sulla realtà delle scuole superiori americane, ma può essere un ottimo spunto di riflessione anche per noi italiani: per gli studenti, gli insegnanti, i genitori, gli psicologi che gestiscono uno sportello nelle scuole.

Per ora la trasmissione è giunta alla prima serie, che in America si è conclusa nell’ottobre 2010. In Italia viene trasmessa ora: se vi siete persi degli episodi, potete vederli in streaming sul sito di MTV on demand.

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