“Non so perché ti odio” – L’OPP al TGLFF

Il 18 marzo alle ore 18.00, presso il Cinema Massimo di Torino, l’Ordine degli Psicologi del Piemonte organizza una serata sull’omofobia a cura del Gruppo di Lavoro sulle tematiche LGBT.

Durante l’incontro verrà proiettato il documentario di Filippo Soldi “Non so perché ti odio. Tentata indagine sull’omofobia e i suoi motivi.” (2014). Il regista sarà presente in sala insieme al gruppo di lavoro LGBT dell’OPP per il dibattito successivo.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

L’evento anticipa la partecipazione dell’OPP al TGLFF, Torino Gay&Lesbian Film Festival.

Ricordo infine a tutti i colleghi iscritti all’OPP che la partnership con il TGLFF prevede una convenzione che permette – presentando il tesserino di iscrizione all’Ordine – di accedere a tutti gli spettacoli del Festival alla tariffa ridotta, ad esclusione della Cerimonia e Proiezione di Inaugurazione di mercoledì 29 aprile.

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Cosa significa fare qualcosa “come una ragazza”?

likegirlUtilizzare l’espressione “come una ragazza” come insulto è un colpo basso nei confronti di ogni ragazza adolescente. Dal momento che la pubertà non è propriamente una passeggiata, pensate all’impatto di questa brutta abitudine linguistica sulla fiducia in se stessa di una ragazzina.
Always (marchio di prodotti intimi femminili) ha dato il via ad una campagna pubblicitaria dal risvolto sociale: l’obiettivo è aiutare le ragazze a mantenere la fiducia in sé durante la pubertà e oltre, mostrando loro che fare le cose #LikeAGirl è bellissimo.

“Nel mio lavoro di documentarista, ho assistito in prima persona alla crisi di fiducia tra le ragazze e agli effetti negativi degli stereotipi”, ha detto Lauren Greenfield, regista del video #LikeAGirl. “Quando si usano le parole ‘come una ragazza’, intendendo qualcosa di brutto, si è profondamente svilenti.” “Sono entusiasta di far parte del movimento che mira a trasformare ‘come una ragazza’ in un’affermazione positiva.”

Non mi resta che lasciarvi godere il video. Purtroppo non ne esiste ancora una bella versione sottotitolata in italiano, perciò riassumo brevemente il contenuto per chi non sapesse l’inglese. La regista chiede a ragazze e ragazzi di diverse età di compiere alcune azioni (correre, combattere, lanciare) “come una ragazza” (espressione che in inglese ha accezione negativa, come il nostro “da femminuccia”).
Si vede immediatamente che le più piccole sono le meno influenzate culturalmente, e quindi corrono, combattono, lanciano… esattamente come lo farebbero nella loro vita quotidiana, dato che… loro sono delle ragazze.
Alla fine del video, se ne sono convinte anche le adulte.

Se volete vedere qualche altro bello spot dedicato al mondo femminile, vi segnalo un mio vecchio post sulla campagna “Real Beauty” di Dove, e questo recente sulle paure delle donne.