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Vacanze in città

Sapevate che la parola “vacanza” deriva dal latino “vacuum”, cioè “vuoto”?
Le vacanze sono dunque uno spazio e un tempo vuoto, da utilizzare come meglio ci piace. E la smania di riempire il vuoto, talvolta, causa ansia. Lo notiamo in chi programma freneticamente ogni singola ora della propria vacanza fuori città, ma anche in chi, per vari motivi, è impossibilitato a partire.

Il vuoto, tra l’altro, raramente è “così vuoto”. OK, l’ufficio è chiuso, ma ci sono sempre la famiglia, gli amici, vari impegni da mantenere. Viene però a mancare quel qualcosa che ci dà un ritmo regolare di vita, e che costituisce anche un importante tassello della nostra identità.

Forse lo stress maggiore delle vacanze deriva dal fatto che, venuto meno l’alibi del lavoro, ci sentiamo comunque in dovere di organizzare ogni singolo minuto della nostra giornata, per “sentirci a posto con la coscienza”, per “non perdere tempo”… Continua a leggere Vacanze in città

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Chi ha paura della paura?

La paura della violenza, di prendere decisioni, di invecchiare, di diventare madre, di perdere una persona amata, persino la paura di avere paura. “Chi ha paura della paura?” è il tema del Festival della Cultura Psicologica organizzato dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia. Dal 20 Maggio al 2 Giugno psicologi, scrittori, medici, sportivi e artisti si confronteranno con il pubblico: consulti gratuiti, conferenze, e il ciclo di incontri su “Psicologia, cinema e adolescenza”.

I colloqui gratuiti con gli psicologi aderenti iscritti all’Ordine della Lombardia si svolgono presso i centri di Via Stampa 8 (accesso libero anche il sabato e la domenica) e di Viale Tunisia 29 (su prenotazione al numero 02-29013335 in orario di segreteria: lun-ven 9.30-13.00 – 14.00 17.30)

Di seguito il calendario delle conferenze, tutte a ingresso libero e gratuito.
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Maggio di Informazione Psicologica – Edizione 2011

Anche quest’anno Psycommunity, la comunità degli Psicologi on line, organizza il MIP, Maggio di Informazione Psicologica.

Centinaia gli eventi gratuiti – covegni, laboratori, seminari – e tantissime le città coinvolte.

Sul sito del MIP trovate il programma completo delle iniziative e l’elenco degli psicologi che offrono un colloquio gratuito.

Mindfulness: cos’è?

Sempre più spesso si sente parlare di percorsi ed esperienze di “mindfulness”, proposti sia da scuole di yoga e meditazione, sia all’interno di percorsi di promozione della salute mentale e di riabilitazione psicologica. Ma di cosa si tratta?

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Natale & Co: Istruzioni per l’uso

Come ogni anno, puntuali, i media hanno iniziato a parlare della cosiddetta “Sindrome Natalizia”, che parrebbe caratterizzata da disagio psicologico, forte aumento dello stress, talvolta anche da disturbi gastrointestinali e psicosomatici.

Tralasciando il discorso sull’abuso della parola “sindrome”, che lascerebbe presagire una vera e propria malattia, vediamo quali problemi possono effettivamente sorgere in questo periodo, e cerchiamo qualche strategia per affrontarli al meglio.

IL TRAFFICO

Il traffico delle settimane precedenti al Natale è tale da far perdere la pazienza a Giobbe. Guidare diventa veramente snervante: i tempi per qualsiasi spostamento si allungano di molto, e la ricerca di un parcheggio si trasforma in un’impresa epica, specialmente nelle zone dedicate allo shopping (centro città, centri commerciali).

Contro questo “nemico” c’è poco da fare. Conviene evitare di prendere l’auto e cercare di utilizzare il più possibile i mezzi pubblici, che in genere nelle grandi città in occasione delle festività sono potenziati.

Se invece se vi serve l’auto per lavoro o la vostra zona non è ben servita dai mezzi, non resta che “prenderla con filosofia”. In fondo, pensateci: arrabbiarvi non cambierà certo la situazione del traffico, farà solo del male a voi stessi: irritabilità, malumore e tensioni muscolari vi faranno arrivare in ufficio già stanchi, o al centro commerciale arrabbiati e per nulla predisposti a cercare regali. Uscite di casa un po’ prima e datevi come obiettivo quello di vivere le ore che passate in auto in modo che non vi sembrino tempo perso. Per esempio, recuperate un vecchio CD che non sentite da un po’ e mettetelo nell’autoradio. È un modo per dedicare del tempo a voi stessi, e vi farà sentire bene.

I REGALI

Sotto Natale l’affollamento di negozi e mercatini rionali è tale che spesso difficilmente riusciamo a vedere i prodotti esposti. Noi abbiamo poco tempo, dobbiamo assolutamente portare a termine un certo numero di acquisti entro la vigilia, fuori fa un freddo polare e nei negozi il riscaldamento è sempre troppo caldo, mentre nei centri commerciali l’inquinamento acustico raggiunge livelli molto fastidiosi.

Per evitare queste situazioni, l’unica soluzione è organizzarsi per tempo, evitando se possibile il 24 dicembre. È inutile anche rincorrere tutti i regali in un solo pomeriggio: si disperdono energie e si rischia di acquistare per la fretta qualcosa che non ci convince davvero. Una valida alternativa, se avete le già idee chiare, sono i negozi online. Ovviamente verificate l’attendibilità del sito e se vi fa sentire più tranquilli usate una carta prepagata.

Per quanto riguarda l’amletico dubbio “cosa regalo?” talvolta basta ascoltare: al di là di chi dà suggerimenti più o meno espliciti, tutti parliamo dei nostri interessi e dei nostri desideri. Affinando le proprie capacità d’ascolto durante tutto l’arco dell’anno, per esempio, alcuni uomini che spendono cifre anche importanti per regalare gioielli, convinti che “i diamanti siano i migliori amici delle donne”, potrebbero scoprire che per le loro compagne il dono più bello sarebbe trascorrere un po’ di tempo insieme, magari facendo un viaggetto.

C’è anche un’altra ragione, però, che può trasformare il rito dei regali in uno stress. Vogliamo veramente farli o ci sentiamo obbligati? Qui è essenziale cercare di capire chi veramente ci sta a cuore e che tipo di dono vogliamo fare, senza sentirci costretti a dimostrare nulla.

LE RIMPATRIATE IN FAMIGLIA

Il Natale è spesso sinonimo di grandi tavolate che riuniscono più generazioni. Alcuni adorano questa situazione, mentre altri non la sopportano: visite obbligate, sorrisi di circostanza, generosità forzata.

Ricordate comunque che la famiglia perfetta non esiste: piccoli momenti di tensione, quando si passa tanto tempo insieme, sono normali. Possono riaffiorare invidie, gelosie, ricordi legati a separazioni e abbandoni. E difficilmente le dinamiche familiari che causano queste tensioni si possono modificare proprio durante le festività. Quindi, anche qui, non resta che “prenderla con filosofia”. Certo, non dovete abbassare la testa e mandar giù ogni scorrettezza e ogni battutina fuori luogo, ma potete far notare con garbo e tranquillità cosa non vi va, rimandando le discussioni a dopo le feste. Certo, sia la diplomazia sia la capacità di portare avanti una discussione che sia costruttiva e non solo puramente aggressiva sono doti che vanno affinate: potrebbero essere i vostri buoni propositi per l’anno nuovo!

Un consiglio per le donne: se ospitate tutti i parenti a casa vostra, evitate di strafare. È chiaro che vogliate fare bella figura, ma non passate l’intera serata ai fornelli. Piuttosto, dedicate i giorni precedenti all’“invasione” a studiare il menu: piatti semplici che possono essere facilmente riscaldati senza perdere sapore, oppure i classici “lo metto in forno e me lo dimentico”. Altrimenti rischierete di organizzare una serata impeccabile, che però non vi godrete affatto. E se la suocera è sempre pronta alla critica e al paragone con se stessa? Vedere sopra: cercate di essere diplomatiche e di affrontare queste questioni una volta per tutte dopo le feste. Spesso, dietro a una suocera che interferisce nella gestione della casa del figlio sposato, c’è una nuora che non sa essere assertiva, ossia che non sa proporre in maniera convincente il proprio punto di vista, magari perché lei stessa per prima non crede di poter affermare i propri diritti senza offendere gli altri.

SOLITUDINE

Ci sono persone che soffrono di depressione. E anche per loro arriva il Natale.
Inoltre, ci sono persone che si sentono semplicemente tristi: talvolta capita, ed è normale, anche se il nostro modello culturale ci vuole sempre in forma, curati, dinamici, ottimisti, e quasi esclude la possibilità di provare tristezza, soprattutto a Natale.
In un periodo dell’anno in cui si vede tanta gioia per le strade, queste persone possono sentirsi ancora più diverse, più isolate.

Se siete in questa situazione, cercate di vivere la solitudine come un’opportunità di riflessione: chi vi garantisce che tutta la gioia che vedete in giro sia autentica? Magari chi corre freneticamente da un negozio all’altro, chi passa giornate intere a studiare menu e a cucinare, o è sballottato tra un pranzo coi colleghi e uno coi parenti, in realtà si sente anche lui stressato, triste, e magari un po’ solo, “condannato” ad apparire felice. Per sentirsi soli infatti non è necessario esserlo realmente. Si può essere circondati da persone senza tuttavia sentirsi compresi, accettati, capiti.

Potreste parlare di questo malessere con una persona di fiducia, e chiederle di trascorrere con voi un Natale diverso dal solito, senza la gabbia delle convenzioni sociali: per esempio, perché non mangiare un panino in un fast-food e poi andare al cinema, o al bowling, se è questo che vi fa piacere?

NON DIMENTICHIAMO IL NOSTRO CORPO

Il detto recita “non si ingrassa tra Natale e Capodanno, ma tra Capodanno e Natale”: vale a dire che non sarà certo una settimana di stravizi a rovinare la nostra linea, bensì il comportamento alimentare abituale che abbiamo nel corso dell’anno. Ciò è senza dubbio vero, ma bisogna comunque prestare attenzione a non esagerare.

Per esempio, nei momenti di nervosismo c’è chi tende a buttarsi sul cibo. Cercate di osservare il vostro comportamento e di capire se veramente avete fame o se vi siete attaccati al buffet per sfuggire al clima che si sta creando in casa. In questo caso, provate a trovate una soluzione alternativa. Per esempio, proponete un gioco di società che stemperi le tensioni.

Infine ricordate: se decidete di concedervi qualche “peccato di gola”, “peccate con gioia”! Non c’è nulla di peggio che provare un senso di colpa per quanto si è mangiato.

Sperando di avervi dato qualche utile spunto per riflettere, auguro a tutti, sinceramente e di tutto cuore, serene festività.

 

(Photo via Daily Mail)