#RestiamoACasa | Episodio 3 | Facciamo le pulizie

Lo so, lo so, a quanto vedo sui social, probabilmente lo state già facendo e anzi non sapete più cosa pulire e riordinare.

Così come so benissimo che ci sono anche famiglie dove i due genitori sono in smartworking e magari ci sono tre figli a casa… un pensiero anche a voi che sicuramente non avete mai avuto case più disordinate!

Nel caso però il tempo non vi mancasse, volevo proporvi un approccio alle pulizie un pochino più radicale…

Ho sentito parlare di Marie Kondo per la prima volta nel 2015.

Avevo organizzato uno swapping party a casa mia: avevo svuotato l’armadio dei vestiti e deciso che ci sarebbero rientrate solo le cose che effettivamente usavo. Tutte le altre erano finite sul divano in attesa che arrivassero le mie amiche, con i loro trolley pieni di vestiti che avevano subito la stessa sorte, in cerca di nuove proprietarie. Tutto ciò che non avremmo tenuto, lo avremmo dato in beneficenza.

Una delle invitate mi disse: “Ma dai, stai leggendo anche tu quel libro…?”  Quel libro era Il magico potere del riordino, che era stato tradotto da poco in italiano. Io, cascando dalle nuvole, risposi: “No… però questa donna è un genio, se sta diventando famosa dicendo che bisogna fare le pulizie di primavera… Ci avessero pensato le nostre mamme!” Senza saperlo, stavo proprio mettendo in pratica il suo metodo!

Nel frattempo, nel 2019, Marie Kondo è sbarcata anche su Netflix, con un reality in cui mostra il suo lavoro di consulente:  si reca in varie case americane e aiuta le persone a riorganizzare le proprie abitazioni e, in un certo senso, le proprie vite, secondo il suo metodo KonMari.

Oggi non voglio parlare strettamente di questo. Se vi interessa saperne di più, potete leggere il libro e vedere la serie (anche se quest’ultima non dà molti consigli pratici, è concepita più come intrattenimento).

Vorrei però soffermarmi su 3 punti: i primi 2 sono fondanti del metodo KonMari, il terzo è una mia riflessione.

  • Quando riordiniamo, prima di decidere se tenere o meno un oggetto, chiediamoci se è utile e/o se ci dà gioia. Non bisogna tenere solo cose strettamente necessarie. Chiediamoci, però: vedere ogni giorno quel soprammobile appaga il mio senso del bello o mi fa solo pensare “uff… un giorno dovrò tirarlo giù e spolverarlo”?
  • Se non vogliamo più tenere una cosa, prima di buttarla, ringraziamola. Sembra un inutile sentimentalismo, ma credo sia prezioso fare un piccolo gesto di gratitudine, aiuta a dare valore alle cose e a non cadere nella tentazione opposta del buttare tutto compulsivamente.
  • Possiamo partire da un armadio e procedere metodicamente stanza per stanza. Alla fine, dopo che avremo terminato questa impresa titanica… domandiamoci: vogliamo davvero rifarla? La verità è che abbiamo troppo perché compriamo troppo, e i tanti oggetti di cui ci circondiamo alla fine ci rendono schiavi: dobbiamo lavarli, riordinarli… e così non riusciamo a goderci la casa e la famiglia. Buttare il superfluo è molto utile ma… siamo sicuri che il ciclo non ricomincerà? 

Penso che lo stop forzato di questi giorni possa esserci molto d’aiuto. Intanto perché comprare beni superflui è molto difficile.  E poi perché penso che, una volta finito tutto questo, avremo tutti avuto modo di capire cosa davvero ha valore per noi.

Se vi interessa approfondire, qui trovate un mio articolo sui meccanismi psicologici coinvolti negli acquisti, e sulla transitoria (e illusoria) felicità causata dallo shopping, che avevo scritto in occasione del Black Friday.

Ma tornando a noi e alle nostre pulizie di primavera… Una volta eliminato il superfluo, che fare? Al momento, chiaramente, non possiamo né fare swapping party con le amiche, né portare nulla a enti di beneficenza. Ma abbiamo sempre le cantine, le soffitte, un angolo della casa meno utilizzato. Io vi suggerisco di tenere da parte questi oggetti per dopo, perché siano un augurio di rivedere presto i nostri amici e di tornare alle nostre vite quotidiane, non solo come prima ma anche con qualche buon proposito in più.

(Photo by Onur Bahçıvancılar on Unsplash)

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