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#RestiamoACasa | Episodio 10 | Non condividiamo bufale

Lo so, non è l’articolo che vi aspettavate. Io stessa avevo iniziato questa rubrica con l’obiettivo di aiutarvi a organizzare al meglio il vostro tempo, sfruttandolo per sperimentare nuove attività piacevoli e utili.  

Nelle ultime due settimane però sono stata letteralmente inondata via WhatsApp e Facebook di messaggi contenenti bufale allarmistiche e complottistiche, per lo più a tema coronavirus, e quindi ho deciso di scrivere qualcosa a riguardo. Il fenomeno delle fake news, infatti, non è un qualcosa di distante dal nostro benessere psicologico, e più avanti vi spiegherò il perché.

Ogni volta che ricevevo uno di questi messaggi, ricercavo le parole chiave su Google e immediatamente trovavo un articolo di Butac o di Bufale.net che aveva già provveduto a sbufalare la “news”. Lo inoltravo quindi a chi mi aveva mandato la bufala, e scrivevo anche un post in merito su Facebook.

Perché non lasciavo semplicemente perdere e cancellavo il messaggio? Perché condividere fake news è una pratica pericolosa, per varie ragioni:

  • Genera allarme, in un periodo in cui nessuno ha bisogno di ansia aggiuntiva.
  • Spesso queste fake news lasciano a intendere che qualcuno (Scienziati? Governi?) sappia cose che non ci vuole dire. Questo genera sfiducia nella scienza e nelle istituzioni.
  • Disinforma, e contribuisce a minare lo spirito critico proprio e altrui.
  • Su Facebook, più volte condividete un contenuto, più gli algoritmi del social tenderanno a ripresentarlo ad altre persone.

Ecco alcuni dei contenuti che mi sono arrivati in questi giorni – i link ovviamente non sono alla fake news ma al sito dove trovate i fact checking:

E per finire, due bufale evergreen, che non hanno nulla a che vedere col coronavirus:

  • La “nuova” regola di Facebook sulla privacy (che gira da anni)
  • Un’altra bufala a tema privacy, che gira su WhatsApp:
    Da domani, nuove regole di comunicazione: Tutte le conversazioni verranno registrate. Vengono registrati tutti i registri delle chiamate telefoniche. Tutti i messaggi e le chiamate di WhatsApp vengono registrati. Monitoraggio di Twitter. Monitoraggio di Facebook.” E via dicendo.
    Per dare a vedere che la catena è molto seria, segue questo link: https://www.agi.it/politica/news/2020-02-28/intercettazioni-legge-novita-7247955/
    Se qualcuno si premurasse di aprirlo prima di inoltrarlo, potrebbe leggere:
    Caro lettore, se sei arrivato fin qui seguendo un messaggio allarmistico, devi sapere che questo articolo non ha alcun collegamento con quanto hai letto poco prima. Questo è un servizio di cronaca politica del 28 febbraio scorso che riporta correttamente quanto deciso dal Parlamento italiano in materia di intercettazioni. Questo articolo è vero, quello che hai letto prima è falso.

Mi raccomando, se vi arrivano questi o simili contenuti, non li fate girare. In questo periodo mediamente la gente passa più tempo sui social, e prova più del solito emozioni come paura, ansia, impotenza, rabbia, che sono terreno fertile per queste fake news. Le fake news a loro volta aumentano proprio ansia, senso di insicurezza e tutte le emozioni negative di cui sopra. Se ricevete questi messaggi, interrompete questo circolo vizioso compiendo queste semplici azioni: cercate le parole chiave su Google – cosa che vi tranquillizzerà immediatamente – e poi inviate ai vostri amici il link all’articolo  di fact checking, con calma, senza inveire, ma spiegando serenamente cosa avete trovato online.

Se volete escludere alcuni contenuti a priori, Butac ha creato da tempo (e continuamente aggiorna) una “Black List”, elenco di siti di disinformazione, pseudogiornalismo, complottismo, pseudoscienza e pseudomedicina: se un contenuto viene da lì, non va condiviso.

Mi raccomando, non perdiamo la lucidità.

 

(Image by Wokandapix from Pixabay)

 

Inside Out: la psicologa consiglia!

Finalmente lo scorso weekend sono riuscita ad andare a vedere Inside Out.

L’ultima fatica Disney Pixar è veramente un piccolo gioiellino, che risponde con fantasia e creatività, ma anche con rigore scientifico, a tante domande…

A cosa serve la Paura?
Come si comunica quando si è arrabbiati?
I nostri ricordi possono cambiare nel tempo? Soprattutto, può cambiare la loro tonalità emotiva?
Come si forma la personalità?
Cosa ci succede durante un cambiamento di vita importante, come quello della protagonista, costretta a trasferirsi dal Minnesota alla California per il lavoro del papà?
Che conseguenze si possono avere quando si chiede a una bambina di sorridere per non impensierire il papà?
E soprattutto… a cosa serve la Tristezza?

Veramente illuminante, non solo per i bambini, ma anche per tanti adulti, che, molto più dei piccoli, sono purtroppo abituati a mettere la sordina ad alcune emozioni, quelle socialmente meno accettabili, come Rabbia e Tristezza.

Commovente e anche molto divertente!

Il film si conclude quando la protagonista ha 12 anni, e all’interno del quartier generale del suo cervello si ignora il significato dell’allarme “pubertà”, presente sulla console ma mai scattato… se ci sarà un sequel potete scommettere che sarà altrettanto spettacolare!

Le paure delle donne

Una ballerina teme un’audizione. Una bambina un tuffo nel mare. Una modella di posare per una classe. Un’impiegata di affrontare una riunione. Una fidanzata di vedersi portare via il suo uomo. C’è persino una donna che ha paura di un lupo, in un bosco, di notte.
Ma sono tutte donne, secondo voi come affronteranno le loro paure?

Un’altra bella pubblicità, questa volta di un brand di abbigliamento peruviano, Saga Falabella. Per la verità è vecchiotta, ma l’ho appena scoperta e voglio condividerla con voi!

Se volete vedere qualche altro bello spot dedicato al mondo femminile, vi segnalo un mio vecchio post sulla campagna “Real Beauty” di Dove, e questo recente sul significato dell’espressione “come una ragazza”.

21 – 22 Settembre 2013: Festival della Psicologia di Bollate (MI)

Il 21 e 22 settembre 2013, a Palazzo Seccoborella, sede della Biblioteca Comunale di Bollate, parte l’edizione zero del Festival della Psicologia, patrocinato dall’Assessorato alla Cultura e organizzato dal portale psicologiadicoppia.com.

Bollate, già nota per il Festival di Villa Arconati e per il Festival della Filosofia, accoglie quest’anno un evento gratuito ed aperto a tutti, con l’obiettivo di parlare di legami, sessualità, disturbi dell’apprendimento, obesità, adolescenza, sonno, capricci, stress… e molto altro ancora! Ecco il programma completo:

Sabato 21 settembre
Sala conferenze della Biblioteca Comunale di Bollate

ore 15.00 – Saluto della Autorità e inaugurazione del Festival con Rossella Calabrò, autrice rivelazione del 2012 con i bestseller “Cinquanta sbavature di Gigio” e “Cinquanta smagliature di Gina” e blogger di successo con il blog delle matrigne

Ore 16.00 – Partner indecisi o partner narcisi? Quando l’amore non fa miracoli

dr.ssa Lara Franzoni

Ore 16.30 – Il sesso in terza età: ottimo e abbondante. E perché no?
dr.ssa Guendalina Losi

Ore 17.30 – La coppia senza nome: il legame dopo una cerebrolesione acquisita o una diagnosi di demenza
dr.ssa Claudia Maggio

Ore 18.30 – Paura di guidare e non solo: come vincere le paure dei mezzi con la psicologia, attraverso il trattamento EMDR
dr.ssa Raffaella Zanaschi con dr.ssa Susanna Lupo

Domenica 22 settembre 
Sala conferenze della Biblioteca Comunale di Bollate

Ore 10.00 – La malattia oncologica oltre la crisi: dal sintomo alla progettualità
dr. Marco Bosisio

Ore 11.00 – Esistono le malattie psicosomatiche?
dr. Emanuele Castello

Ore 14.00 – Quando mamma e papà si separano. Come parlare di separazione ai figli?
dr.ssa Annabel Sarpato e dr.ssa Alessandra Cornale

Ore 15.00 – Quando i bambini fanno i capricci
dr.ssa Sara Gentilesca

Ore 16.00 – Mamma che fatica… leggere!
dr.ssa Valentina Salvò e dr.ssa Evelina Lazzati

Ore 17.00 – Gli adolescenti e il sesso. E chi glielo spiega?
dr.ssa Guendalina Losi

Ore 18.00 – Adolescenti in crisi – genitori in difficoltà
dr.ssa Raffaella Zanaschi

Contemporaneamente, nell’emeroteca della Biblioteca Comunale di Bollate si terranno i laboratori:

Ore 10.00 – Riconoscere la depressione in 3 passi
dr.ssa Lara Franzoni

Ore 11.00 – L’esperienza emotiva della malattia oncologica
dr. Marco Bosisio

Ore 14.00 – Assertività e cibo. Se parlo, non mangio 
Equipe Psicologia del Centro Corte della Salute

Ore 15.00 – Nanna dei bambini e ritmi familiari 
dr.ssa Elena Zauli

Ore 16.00 – Imparare a gestire lo stress e le emozioni con le tecniche di rilassamento
dr.ssa Sara Gentilesca

Ore 17.00 – C’era una volta un bambino che trovò la sua storia… 
dr.ssa Baldon Egle e dr.ssa Manfrin Silvia 

Ore 18.00 – Come cambia la sessualità dopo la nascita di un figlio
dr.ssa Elena Zauli

Per informazioni e iscrizioni ai laboratori: festivalpsicologia@gmail.com, tel. 340.12.29.738

 

 

(Image by Gerd Altmann from Pixabay)

Chi ha paura della paura?

La paura della violenza, di prendere decisioni, di invecchiare, di diventare madre, di perdere una persona amata, persino la paura di avere paura. “Chi ha paura della paura?” è il tema del Festival della Cultura Psicologica organizzato dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia. Dal 20 Maggio al 2 Giugno psicologi, scrittori, medici, sportivi e artisti si confronteranno con il pubblico: consulti gratuiti, conferenze, e il ciclo di incontri su “Psicologia, cinema e adolescenza”.

I colloqui gratuiti con gli psicologi aderenti iscritti all’Ordine della Lombardia si svolgono presso i centri di Via Stampa 8 (accesso libero anche il sabato e la domenica) e di Viale Tunisia 29 (su prenotazione al numero 02-29013335 in orario di segreteria: lun-ven 9.30-13.00 – 14.00 17.30)

Di seguito il calendario delle conferenze, tutte a ingresso libero e gratuito.
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