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Giornata Nazionale dell’Afasia 2014

OTTOBRE 2014
Programma di eventi promossi da Fondazione Carlo Molo Onlus Torino
a sostegno di A.IT.A Federazione
in occasione della VII Giornata Nazionale dell’Afasia

L’afasia è una forma di disabilità che subentra in seguito a ictus, emorragia cerebrale o trauma cranico. Colpisce la sfera del linguaggio parlato, compreso, letto e scritto, ma le lesioni subite non alterano l’intelligenza né la sfera emotiva. Spesso le persone che ne sono affette “scompaiono” a livello sociale e relazionale. Per contribuire a sensibilizzare sull’argomento, Fondazione Carlo Molo Onlus e A.IT.A Federazione organizzano una serie di iniziative:

Giovedì 16 ottobre – ore 17.30 – Borgo Medievale, Viale Virgilio 107
Sentieri di parole. Presentazione del terzo numero della serie “Museo che Emozione”. Dopo Palazzo Madama e il Museo Nazionale del Cinema, la guida realizzata dalle persone afasiche che ridisegnano il percorso di visita con le loro emozioni, esigenze e racconti.

Sabato 18 ottobre – ore 10.00 – 17.00 – Ospedali Molinette, Mauriziano e San Giovanni Bosco
A.IT.A. Informa sulle problematiche legate all’afasia, e promuove l’acquisto a prezzo simbolico di una piantina di erica, fiore simbolo di questa disabilità.

Sabato 18 ottobre – ore 20.45 – Cine/Teatro Argentina, Via Matteotti 30, Gorgonzola (MI)
Il corto “Un Altro Ritmo” (Produzione Fondazione Carlo Molo onlus e Museo Nazionale del Cinema, Servizi Educativi) ritira il premio della Giuria al IX edizione del Festival del Cinema Nuovo. Presieduto da Pupi Avati, il festival è il più importante appuntamento che coniuga cinema e disabilità. Il corto è stato prodotto anche con la resa accessibile (sottotitolazione e audiodescrizione) a cura di Sub-ti Access, Roma

Svegliarsi nella propria casa, a 60 anni, e riscoprire che non riusciamo più a parlare. Il linguaggio è intrappolato nella mente, si rifiuta di prendere forma in parole. Ripetere i gesti quotidiani, riflettendo sulla nuova condizione che ci troviamo a vivere, continuando a pensare, ma con le parole che riecheggiano dentro. Ma a guardare il mondo con occhi nuovi, ci si rende conto che spesso le parole sono una trappola, che non necessariamente parlare significa comunicare…

Lunedì 20 ottobre – ore 17.30 – Biblioteca Civica Centrale, Via della Cittadella 5
“AIUTO! Sta succedendo qualcosa di strano. Il minore e la malattia di un genitore”. Apertura del ciclo di incontri che da alcuni anni la Fondazione Carlo Molo onlus organizza in collaborazione con le Biblioteche Civiche Torinesi. Gli appuntamenti vogliono fornire un sostegno utile a insegnanti e operatori nell’affrontare criticità che possono emergere nelle relazioni con gli studenti. Episodi traumatici legati all’insorgere, in famiglia, di una malattia (afasia e non solo) possono ripercuotersi anche sul comportamento del bambino in classe, in termini di relazioni e rendimento.

Domenica 26 ottobre – ore 17.30 – Educatorio della Provvidenza, Corso Trento 13
Spettacolo di TeatroCanzone “C.I.E. Chi Ignora Esclude”, Gruppo Vocale “Gli Abbaini”. Una voce narrante, un pianoforte e l’energia degli strumenti a percussione, aiutano a riflettere e a emozionarsi sul tema dell’esclusione: da quella sociale della migrazione, a quella privata che colpisce le persone con disabilità.

Per informazioni:
Fondazione Carlo Molo Onlus
Valentina Borsella
Tel. 011.8171483
progetti@fondazionecarlomolo.it
www.fondazionecarlomolo.it
www.isabile.it

 

(Photo credit: Flint Rehab)

Settimana del Benessere sessuale 2014

SETTIMANA DEL BENESSERE SESSUALE
TORINO 29 SETTEMBRE – 4 OTTOBRE 2014
Centro Relazioni e Famiglie
via Bruino 4
Ingresso libero

Nell’ambito dell’iniziativa nazionale promossa della Federazione Italiana Sessuologia Scientifica (FISS), la Fondazione Carlo Molo onlus, in collaborazione con il prof. Fabio Veglia, Direttore del Servizio di Psicologia Clinica del Centro Clinico Crocetta e il dr. Giovanni Cociglio, coordinatore Scuola Superiore Sessuologia Clinica, propone una serie di 5 conferenze su alcuni temi di grande attualità nel campo della sessuologia.

Gli incontri sono aperti a tutti, con ingresso libero, con lo scopo di sensibilizzare il pubblico sulle tematiche più attuali che la sessuologia riverbera nel sociale: il pregiudizio, la violenza, il diverso, la prevenzione mediante l’educazione.

Gli incontri sono organizzati in collaborazione con Centro Relazioni e Famiglie – Centro Antiviolenza – Servizio Passepartout – Servizio LGBT del Settore Pari Opportunità e Politiche di Genere della Città di Torino

Programma

Lunedì 29 settembre 2014 ore 18
IDENTITÀ SESSUALI
a cura di Fondazione Carlo Molo onlus e CIDIGeM (Centro Interdipartimentale Disturbi Identità di Genere Molinette)
Intervengono:
Mariateresa Molo, presidente della Fondazione Carlo Molo
Chiara Crespi, psicologa psicoterapeuta presso il CIDIGeM
Valentina Mineccia, psicologa psicoterapeuta presso il CIDIGeM

Martedì 30 settembre 2014 ore 18
SENZA RELAZIONE CHE PIACERE C’È: LUCI E OMBRE DELL’AMORE
a cura di Fondazione Carlo Molo onlus, Centro Relazioni e Famiglie e Centro Antiviolenza
Intervengono:
Sonia Rossato, psicologa e mediatrice familiare dell’ASL To2, consulente presso il Centro Relazioni e Famiglie e il Centro Antiviolenza
Roberto Lalario, ginecologo e sessuologo dell’ASL TO2, consulente e terapeuta presso il Centro Relazioni e Famiglie

Mercoledì 1 ottobre 2014 ore 18
OMOSESSUALITÀ E RELAZIONI FAMILIARI
a cura di Fondazione Carlo Molo onlus, Centro Relazioni e Famiglie, Agedo, Famiglie Arcobaleno
Intervengono:
Eugenia Guerrini, coordinatrice del Centro Relazioni e Famiglie
Consolata Galleani, educatrice presso il Centro Relazioni e Famiglie
Associazione AGEDO
Associazione Famiglie Arcobaleno

Giovedì 2 ottobre 2014 ore 18
SESSUALITÀ E DISABILITÀ FISICA/MENTALE
a cura di Fondazione Carlo Molo onlus, Centro Clinico Crocetta e Servizio Passepartout
Intervengono:
Fabio Veglia, psicologo psicoterapeuta, docente di Psicologia e Psicopatologia del Comportamento Sessuale all’Università di Torino, consulente scientifico del progetto Handicap e Sessualità
Marcella Di Pietro, psicologa psicoterapeuta della Fondazione Carlo Molo, consulente presso Passepartout / Servizio Disabilità e Sessualità

Venerdì 3 ottobre 2014 ore 18
EDUCAZIONE SESSUALE – STANDARD PER L’EDUCAZIONE SESSUALE IN EUROPA (OMS E BZGA)
a cura di Fondazione Carlo Molo onlus, Scuola Superiore di Sessuologia Clinica e ASST (Associazione della Scuola di Sessuologia di Torino)
Intervengono:
Giovanni Cociglio, psichiatra, psicoterapeuta, sessuologo clinico, coordinatore Scuola Superiore Sessuologia Clinica, formatore FISS
Alessandra Milighetti, insegnante, consulente sessuale

Per ulteriori informazioni: www.fondazionecarlomolo.it

 

 

(Photo by HOP DESIGN on Unsplash)

«Ai miei tempi, la musica era diversa…»

Quante volte lo avete detto?
Che voi abbiate 30, 40, o 80 anni non importa. La ricerca lo conferma: il legame con la musica che ascoltiamo in adolescenza è più forte di quello che instaureremo mai con qualsiasi altra hit.

Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’Istituto Neurologico di Montréal (Canada), pubblicato sulla rivista «Nature Neuroscience», ascoltare le nostre canzoni preferite stimola le zone del cervello coinvolte nella produzione di dopamina, serotonina e ossitocina, neurotrasmettitori che si traducono in una sensazione soggettiva di piacere. Fin qui nulla di strano: più una cosa ci piace, più farla ci fa sentire bene.

Ma perché le canzoni legate a quel periodo di vita, e ai suoi momenti belli e brutti, restano quelle che ascoltiamo più volentieri?
Perché sono entrate nella nostra vita nel periodo (tra i 12 e i 22 anni) in cui stava avvenendo lo sviluppo più consistente del nostro cervello. Nello specifico, era il sistema limbico, centro dell’elaborazione delle emozioni e delle sensazioni di piacere e ricompensa, a essere particolarmente sensibile.

In quegli anni, inoltre, si andava formando la nostra personalità, e tutto ci sembrava tremendamente importante: l’aspetto fisico, i voti a scuola, i risultati nello sport, le figuracce con gli amici, le prime cotte… e la musica non faceva eccezione: d’altronde, come dare torto ai noi stessi di 15 anni? La musica è la colonna sonora del film della nostra vita, di cui avevamo appena scoperto di poter essere i registi!

Chiudo regalandovi una della canzoni della mia adolescenza…

Quali sono state le vostre?

10 settembre 2014 – 50 anni di Telefono Amico

Un giorno particolare, il 10 settembre, e un anno speciale, il 2014.
In quel giorno infatti ricorre la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, e nel 2014 l’Associazione Telefono Amico Italia compie 50 anni. Mezzo secolo di attività sul fronte del contrasto alla solitudine e dell’ascolto di quanti vivono momenti di disagio e difficoltà.

In occasione di questo importante traguardo, l’Associazione organizza una Tavola Rotonda per riflettere, con l’aiuto di esperti, sul tema della prevenzione al suicidio da un punto di vista sociale.
L’appuntamento è il 10 settembre alle ore 18.00, presso lo Spazio Incontri della Regione Piemonte, in corso Stati Uniti 23 a Torino.
L’obiettivo è sensibilizzare sull’importanza della prevenzione, delle relazioni amicali e del contributo che ciascuno può dare nel relazionarsi con gli altri.
Sono stati invitati a confrontarsi Raffaella Vitale, Direzione regionale politiche sociali e politiche per la famiglia, Paolo Griseri, giornalista di Repubblica, Alessandro Meluzzi, psicologo, narratore e docente universitario, Roberto Cardaci, sociologo, e Pierluigi Dovis, Direttore della Caritas regionale.

L’incontro rientra nel Progetto “1964-2014. A friend for life”, ampia serie di iniziative realizzate da Telefono Amico in occasione del cinquantenario, che si concluderanno il 22 dicembre di quest’anno. Un percorso fatto di incontri, stand in piazza e molto altro per promuovere la cultura dell’ascolto e coinvolgere il pubblico nell’instancabile attività dei volontari, che in questo mezzo secolo hanno risposto ad oltre 1.500.000 telefonate.

Per approfondimenti sul progetto cliccate qui.
Per il calendario completo degli appuntamenti cliccate qui.

Potete seguire Telefono Amico su FacebookTwitter, e YouTube.

Resilienze 2.0

L’Appartamento Padronale di Palazzo Saluzzo Paesana (Via della Consolata 1bis, Torino) ospita fino al 19 settembre la mostra collettiva di arte contemporanea “RESILIENZE 2.0“, co-curata da Luciana Littizzetto e Caterina Fossati.
Perché parlarne in un blog di psicologia? Leggete le parole delle curatrici…

Da quello che si legge, si vede, si ascolta in giro, c’è un generale senso di non futuro. Anzi. Non si tratta neanche più di senso ma di profonda convinzione che nulla possa veramente cambiare. Che il passato è stato, il presente non soddisfa e il futuro latita. Questo si respira anche nel mondo dell’arte dove pochi sono i segnali di modernità e di ricerca e molti quelli di stasi. Le opere “stanno” come in un lunghissimo fermo immagine. Quasi che non ci fosse più voglia e soprattutto tempo per inventare, cambiare, rinnovare, essere di nuovo.
La nostra intenzione è proprio questa. Stimolare i giovani artisti a ripartire. A trovare il senso. A indagare la possibilità, a declinare di nuovo una qualche forma di futuro.
Il domani c’è. C’è per forza. Tocca solo esercitare di nuovo gli occhi a vederlo. Non sono le energie che mancano, manca il coraggio. Il fiato per andare. Per ritrovare un senso. Ciascuno il proprio. Non è detto che tutti debbano andare nella stessa direzione ed è proprio questo il bello. Dare di nuovo forma ai pensieri buoni. E poi non avere paura di sbagliare. I problemi non si risolvono: si superano. Questo è il segreto. Provare a scavalcare il presente e ridare un senso al futuro.
Abbiamo allora chiesto a 10 artisti di aiutarci a vedere di nuovo lontano, eliminando le nostre fottute cataratte e di ricominciare a indagare il possibile e i segnali di rinascita.

La mostra, l’avrete capito, si ispira proprio al concetto di “resilienza”, che in psicologia definisce la capacità di far fronte agli eventi traumatici, di riorganizzare la propria vita dinanzi alle difficoltà. È la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre.

Se volete un piccolo assaggio…

La mostra è visitabile dal martedì alla domenica dalle 15 alle 19, o su appuntamento. Vi è inoltre la possibilità di organizzare eventi e visite esclusive oltre il normale orario di mostra. Contatti: 347 0103021, eventi@palazzosaluzzopaesana.it.

Maggiori informazioni sono disponibili a questo link.

“Sbagliando s’impara”: a Bologna l’Error Day

“Sbagliando s’impara”. Solo un vecchio modo di dire? Sapete quante invenzioni e scoperte scientifiche sono frutto di un errore? Il fonografo, la penicillina, la dinamite – solo per fare alcuni esempi – sono nate per sbaglio.

Dal 28 febbraio al 2 marzo 2014, Bologna celebra la prima edizione dell’Error Day, che in realtà – ed ecco la prima imperfezione – è una tre giorni, ideata e organizzata dall’artista nuorese Clelia Sedda, che dichiara: “per conoscere e sapere bisogna sbagliare e percorrere nuove strade”. D’altronde, l’etimologia di “errare”, rimanda proprio a “vagare senza meta prefissata”.
Verranno quindi celebrati lapsus, piccoli disguidi, inesattezze, malintesi, sviste, ma anche grossolani strafalcioni, in ogni campo: arte, fumetto, cinema, linguistica, filosofia.

Così la Sedda sul sito del Festival:

Abbagli, sbagli, disguidi, equivoci, omissioni, falli, fallimenti, inesattezze, difetti, malintesi, sviste, lacune, strafalcioni, cantonate, insuccessi e cadute (di gusto e di ginocchia): ecco il comune denominatore dell’umanità… l’errore!
È lui, l’elemento universale nella storia e nella geografia.
Spesso funziona da scarto creativo e diventa l’eccezione inaspettata che chiarisce la regola, aprendo nuove possibilità.
È tragico, ma in alcuni casi molto divertente.
E noi vogliamo celebrare quanto a lui dobbiamo in termini di crescita personale e conoscenza collettiva.
Parole, musica, arti visive, visite guidate, filosofia, ironia, riflessioni, inflessioni, flessioni: erreremo in tutti i modi, coinvolgendo gli errabondi di buona volontà che aspirano alla perfezione ispirandosi all’imperfezione.
Entrate e sbagliatevi tutti!

Dal punto di vista psicologico, tutto ciò è fondato?
Assolutamente sì. Se non si sbagliasse mai, non si crescerebbe, né dal punto di vista personale, né dal punto di vista sociale. L’importante è che, sin dagli anni della scuola, ai bimbi venga insegnato a non temere l’errore, ma a viverlo come opportunità di miglioramento. E non sottovalutiamo, poi, l’importanza di farsi una sana risata sulle proprie mancanze, di coltivare quel prezioso dono che è l’autoironia!

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Dipendenza da internet… e voi, come siete messi?

Vi avevo già parlato delle cosiddette “nuove dipendenze”.

Quelle che avevano maggiormente destato la vostra curiosità, come ho potuto notare dai termini maggiormente ricercati nel mio blog, erano le “web related addictions” (dipendenze correlate al web): “info surfing”, dipendenza da gioco d’azzardo online, da sesso virtuale, da social network, shopping compulsivo online.

log-off
Da quando ho pubblicato il post, molti altri comportamenti sono diventati oggetto di attenzione, come la dipendenza da videogiochi di ruolo online, e, con la sempre crescente diffusione degli smartphone, la dipendenza da cellulare (battezzata “nomofobia”, contrazione di “no-mobile phobia”).

Sul sito di ESC, team di specialisti nel campo delle dipendenze, ho trovato un test (un adattamento dell’ IAT – Internet Addiction Test di Kimberly Young), che permette di scoprire il proprio rapporto con il web… siete curiosi? Non vi resta che provare...

“Psicologia e Scacchi”: a Padova una serata per scoprirne i segreti

Giovedì 23 gennaio 2014, alle ore 18.30
BrainCare organizza la serata dal tema
“Psicologia e Scacchi”
Via Fornace Morandi 24 – Padova

Durante il corso della serata interverrà Federico Manca, maestro internazionale del gioco degli scacchi, che porterà a scoprire i segreti di questo affascinante gioco di strategia che richiede l’utilizzo di complesse abilità mentali.
Quali sono le strategie cognitive che vengono messe in atto dai giocatori di scacchi?
Quali funzioni cognitive vengono attivate dal gioco degli scacchi?
Come questo gioco aiuta a tenere attiva la nostra mente ad ogni età?

Prenota il tuo posto chiamando il numero 049.8176700 o scrivendo a info@braincare.it.

 

(Photo by Charlie Solorzano on Unsplash)

Ricomincia l’Alzheimer Caffè Torino

Il 22 gennaio prenderà il via l’Edizione 2014 dell’Alzheimer Caffè Torino presso Spazzi – La Locanda degli Arrivanti (via Virle 21) dalle 15.00 alle 18.00, promossa dall’Associazione A.S.V.A.D..

L’Alzheimer Caffè è un luogo di incontro per i familiari dei malati di Alzheimer, dove trascorrere qualche ora in compagnia e condividere i propri pensieri e sentimenti con il supporto di esperti, e dove tenersi aggiornati e saperne di più sulla malattia, oltre che ricevere consigli utili su come convivere con essa.

Il progetto è promosso dall’Associazione A.S.V.A.D., che dal 1990 svolge la sua attività a sostegno di persone in difficoltà ed in particolare alle famiglie dei malati di Alzheimer, in collaborazione con gli psicologi del Centro di Salute Psicofisica, che saranno presenti ad ogni incontro per informare e dare sostegno ai familiari dei malati.

Ecco il Calendario degli incontri 2014:

22 gennaio
19 febbraio
19 marzo
23 aprile
21 maggio
18 giugno
24 settembre
22 ottobre
19 novembre
17 dicembre

Per informazioni: 333-6525409 – info@asvadotino.org – www.asvadtorino.org

Danzaterapia e carcinoma mammario: corso in partenza a Torino

Rieccomi a segnalarvi un evento gratuito! Questa è un’iniziativa tutta al femminile, di grande valore sociale, riabilitativo ed espressivo.

Domani, lunedì 17 gennaio iniziano i corsi di danzaterapia promossi dall’Associazione GADOS che si svolgeranno in via Canova 37 – Torino il venerdì dalle 17.00 alle 19.00.

Il corso è parte del progetto “Emozioni comprese… Emozioni danzate”, che si propone di accompagnare le donne che hanno subito una diagnosi di carcinoma mammario, e un intervento demolitivo del corpo e della psiche, ad affrontare con serenità le cure imparando a riconoscere le proprie emozioni per poterle esprimere, comunicare e condividere.

Il progetto è gestito dalla dott.ssa Anna Gasco, psicoterapeuta e danzaterapeuta, e si serve della danza per insegnare alle donne a superare il trauma che ha segnato profondamente il loro corpo partendo dal corpo stesso.

Il corso è rivolto sia alle donne che hanno subito un intervento, al fine di riappropriarsi della propria corporalità, sia alle volontarie (donne già operate al seno), sia alle operatrici del settore oncologico, per elaborare i sentimenti di angoscia, d’impotenza e di rabbia e migliorare le capacità comunicative sviluppando risorse creative.

Il calendario delle lezioni è il seguente:

17 gennaio
24 gennaio
31 gennaio

7 febbraio
14 febbraio
21 febbraio
28 febbraio

7 marzo
14 marzo
21 marzo

Per informazioni:
Tel. 011 3134378
Cel. 335 1565732
gados@hotmail.it
www.gados.it

 

(Image by Gerd Altmann from Pixabay)